RICORSO CONCORSO STRAORDINARIO INFANZIA-PRIMARIA

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 89 del 09/11/2018 il Bando avente ad oggetto il “Concorso straordinario per titoli ed esami per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, indetto ai sensi dell’articolo 4, comma 1 -quater , lettera b) , del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, recante: «Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese»”.

Le domande si potranno presentare in via telematica, tramite POLIS, dalle ore 9:00 di giorno 12 novembre 2018 e fino alle ore 23.59 di giorno 12 dicembre.

Il concorso è riservato ai soli docenti abilitati di infanzia e primaria e che abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due anni di servizio specifico, presso le istituzioni scolastiche statali.

I “Requisiti di ammissione” sono stabiliti dall’art. 3, ed in particolare sono ammessi a partecipare i docenti in possesso dei seguenti titoli:

  1. titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, purché i docenti in possesso dei predetti titoli abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici (2010/11-2017/2018), presso le istituzioni scolastiche statali, almeno due annualità di servizio specifico rispettivamente sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno. Il servizio a tempo determinato è valutato ai sensi dell’art. 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124;
  2. diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002, purché i docenti in possesso dei predetti titoli abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici (2010/11-2017/2018), presso le istituzioni scolastiche statali almeno due annualità di servizio specifico, rispettivamente sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno. Il servizio a tempo determinato è valutato ai sensi dell’art. 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124;
  3. per le procedure per i posti di sostegno su infanzia e primaria, oltre al possesso di uno dei titoli di cui alle lettere a) e b) , è richiesto il possesso dello specifico titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente.
  4. Sono ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito il titolo abilitante o la specializzazione sul sostegno all’estero, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, entro la data termine per la presentazione delle istanze per la partecipazione alla procedura concorsuale.
  5. Sono, altresì, ammessi con riserva alla procedura concorsuale per posti di sostegno i docenti che conseguano il relativo titolo di specializzazione entro il 1° dicembre 2018, nell’ambito di percorsi avviati entro il 31 maggio 2017, ivi compresi quelli disciplinati dal decreto del Ministro 10 marzo 2017, n. 141, come modificato dal decreto 13 aprile 2017, n. 226.

TUTTAVIA, LA PROCEDURA IN QUESTIONE È RISERVATA AI SOLI DOCENTI ABILITATI, CON DUE ANNI DI SERVIZIO STATALE, PRESTATO NEGLI ULTIMI OTTO ANNI SCOLASTICI.

Nonostante le recenti pronunce giurisdizionali hanno visto accogliere i ricorsi dei docenti di Scuola Superiore di I e II grado, illegittimamente esclusi dal Concorso Straordinario, anche per i docenti di Infanzia-Primaria si impone la medesima necessità di ricorrere alle aule di Tribunale per poter partecipare al prossimo CONCORSO STRAORDINARIO.

Ed invero, dall’esame del Bando si evincono immediatamente le illegittimità delle cause di esclusione dei seguenti docenti abilitati:

– che non hanno prestato il servizio minimo richiesto;

– che hanno prestato il servizio minimo richiesto nelle scuole non statali.

Con riguardo ai docenti abilitati che non hanno prestato il servizio minimo richiesto, o che l’hanno prestato nelle scuole non statali, l’illegittimità consiste nella disparità di trattamento e nella violazione delle disposizioni vigenti in ordine all’equivalenza del servizio di docenza prestato presso qualsiasi istituzione scolastica statale e non.

Molte sono state, infatti, le pronunce giudiziarie, sia in sede Amministrativa che Ordinaria, che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.

Sulla scorta di quanto precede, sarà avviata un’azione collettiva volta all’annullamento del Bando nei sensi sopra specificati.

Il nostro studio legale ha, dunque, predisposto un’azione per contestare l’ingiusta esclusione.

Pertanto, si potrà aderire al ricorso collettivo entro il 25/11/2018, al costo di €. 150,00, da promuovere dinnanzi al TAR Lazio sede di Roma

PER ADERIRE

Per aderire al ricorso scarica la seguente modulistica, da inviare entro il 25/11/2018, a mezzo posta, al seguente indirizzo:

Studio Legale SAIA, Via Giacomo Cusmano n. 3, 90141 Palermo

INFO

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

 

Ricorso punteggio errato concorso scuola 2016

Molti aspiranti docenti del concorso scuola 2016 non sono riusciti, purtroppo, ad essere ammessi alla prova orale, in quanto nelle precedenti prove (scritta e pratica) non sono riusciti ad ottenere il punteggio minimo previsto dal D.M. MIUR 95 del 23/02/2016, che ha disciplinato le prove d’esame del concorsone.

Tale esclusione, tuttavia, non sempre è risultata legittima in quanto, molto spesso, nonostante i candidati avessero di fatto raggiunto il punteggio minimo, non sono stati comunque ammessi alla successiva prova orale, e ciò a causa di un errato calcolo nella sommaria dei punteggi delle singole prove.

Più in particolare, l’art. 8 del D.M. 95/2016 stabilisce che per i candidati chiamati a sostenere sia la prova scritta che la prova pratica, la commissione assegna a ciascuna delle prove scritte un punteggio massimo di 30 punti. Alla prova pratica è assegnato un punteggio massimo di 10 punti. Il punteggio complessivo è dato dalla media aritmetica dei punteggi totali conseguiti in ciascuna prova scritta o scritto-grafica, cui si aggiunge il punteggio conseguito nella prova pratica. Le prove sono superate dai candidati che conseguono il punteggio complessivo di 28/40, fermo restando, nel caso di più prove, che in ciascuna di esse il candidato deve conseguire un punteggio non inferiore a quello corrispondente a 6/10.

Detto altrimenti, per la prova scritta il punteggio è attribuito in trentesimi, mentre per la prova orale il punteggio è attribuito in decimi, ed il successivo passaggio alla prova orale avviene soltanto se il candidato consegue un punteggio minimo di 28/40, pari ovvero a 7/10.

Orbene, la previsione di cui al precedente art. 8 risulta palesemente illegittima nella misura in cui stabilisce che il punteggio complessivo è dato dalla media aritmetica dei punteggi della prova scritta (espressi in trentesimi) e della prova pratica (espressa in decimi), nonostante questi siano espressione di grandezze disomogenee.

Di seguito si riporta un esempio dell’effetto distorsivo di tale previsione.

Ipotizziamo che il candidato consegua:

– nella prova scritta un punteggio di 18,25/30 (pari a 6,08/10)

– nella prova pratica un punteggio pari a 8,7/10

dunque, secondo il dettato normativo, il punteggio complessivo ottenuto dal candidato è pari a 26,95 (18,25+8,7), quindi inferiore a 28/40, e pertanto non sufficiente ad accedere alla successiva prova orale.

Se, invece, venissero giustamente sommati i diversi punteggi secondo grandezze omogenee, ovvero prova scritta (6,08) e pratica (8,7) rapportate entrambe in decimi, il risultato ottenuto (6,08+8,7=14,78) sarebbe sufficiente all’ammissione del candidato alla successiva prova orale (14,78/2=7,39).

Secondo il predetto esempio, infatti, il candidato ha ottenuto di fatto un punteggio di 7,39 decimi, e dunque superiore a 28/40 (ovvero 7/10).

Normativa

Quanto sopra rappresenta espressione di violazione dell’art. 400 del D. Lgs. 297/1994, nella misura in cui stabilisce che “9. Le commissioni giudicatrici dispongono di cento punti di cui quaranta per le prove scritte, grafiche o pratiche, quaranta per la prova orale e venti per i titoli. 10. Superano le prove scritte, grafiche o pratiche e la prova orale i candidati che abbiano riportato una votazione non inferiore a ventotto quarantesimi. 11. La valutazione delle prove scritte e grafiche ha luogo congiuntamente secondo le modalità stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1989, n. 116. Peraltro, l’attribuzione ad una prova di un punteggio che, riportato a decimi, sia inferiore a sei preclude la valutazione della prova successiva”.

Dunque, i quaranta punti previsti per la valutazione delle prove scritte, grafiche o pratiche debbono essere equamente distribuiti tra le diverse prove.

Giurisprudenza

In tal senso si è già espressa la Suprema Magistratura Amministrativa, che con la Sentenza 950/2016 del 9/03/2016, ha ritenuto che è “indubitabile che i quaranta punti debbano essere attribuiti alla valutazione nel suo complesso delle prove scritte grafiche o pratiche, onde l’Amministrazione ha illegittimamente alterato il suddetto principio, attribuendo trenta punti per la valutazione delle prove scritte e grafiche e altri dieci punti per quelle pratiche, con ciò frazionando arbitrariamente le prove medesime ed il relativo punteggio, al fine di creare un ulteriore momento di selezione non consentito dalla vigente normativa”.

Detto indirizzo è stato recentemente ulteriormente confermato dal Consiglio di Stato con la Sentenza n. 5804/2017 del 11/12/2017, nella quale ha affermato che “come ha correttamente affermato il TAR, anche in questo caso va data continuità all’indirizzo giurisprudenziale di questa Sezione (cfr. Cons. St., VI, 28 maggio 2015, n. 5633; id., nn. 950 e 951 del 2016; id., 11 luglio 2016, n. 3038; id., 12 settembre 2017, n. 4320), per il quale, stante l’art. 400, comma 9, del Dlg 16 aprile 1994, n. 297 («Le commissioni giudicatrici dispongono di cento punti di cui quaranta per le prove scritte, grafiche o pratiche, quaranta per la prova orale e venti per i titoli»), nella valutazione delle prove, alla prova pratica va attribuito lo stesso “peso” delle prove scritte; […] – pertanto, secondo la citata giurisprudenza, i quaranta punti de quibus devono «essere attribuiti alla valutazione nel suo complesso delle prove scritte grafiche o pratiche, onde l’Amministrazione ha illegittimamente alterato il suddetto principio, attribuendo trenta punti per la valutazione delle prove scritte e grafiche e altri dieci punti per quelle pratiche, con ciò frazionando arbitrariamente le prove medesime ed il relativo punteggio, al fine di creare un ulteriore momento di selezione non consentito dalla vigente normativa»; – siffatta alterazione discende proprio dall’art. 8, comma 4, del DM 95/2016, cui l’art. 6, comma 6, del bando rinvia e che il sig. […] ha specificamente contestato in primo grado (cfr. pagg. 26/27 del ricorso al TAR), laddove ha appunto stabilito l’assegnazione di punti 10 per la valutazione della prova pratica, ma che così non sfugge a quel vizio di irrazionale disomogeneità dei punteggi dedotto col ricorso di primo grado”.

Tipologia di ricorrente

Il ricorso potrà essere promosso dal candidato che abbia superato le prove scritta e pratica con un punteggio complessivo medio di almeno 7/10 (e ciascuna prova con un punteggio non inferiore a 6/10), e la pubblicazione del provvedimento di esclusione alla prova orale sia avvenuta non oltre 60 giorni fa.

Tipologia di ricorso

Il ricorso è individuale e va proposto dinnanzi al TAR Lazio, sede di Roma.

INFO

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

Ricorso concorso scuola 2018

Gli esclusi dal concorso scuola agevolato 2018 (clicca qui per approfondimento), il cui Bando è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 14 il 16/02/2018, e che dovranno ricorrere alla Giustizia Amministrativa per potervi partecipare, potranno presentare la domanda di partecipazione in modalità cartacea (clicca qui per la domanda), considerato che il Bando prevede esclusivamente la modalità informatica di presentazione, ovvero tramite l’accesso alla piattaforma POLIS (art. 4, comma 3 del Bando).

La presentazione della domanda in modalità cartacea, da parte del docente, è finalizzata soltanto a dimostrare, in sede giudiziaria, l’interesse ad agire del ricorrente che, seppure illegittimamente escluso, si è comunque adoperato mediante una soluzione alternativa di presentazione.

All’art. 4, comma 7 del Bando è previsto, altresì, che “Per la partecipazione alla procedura concorsuale è dovuto, ai sensi dell’art. 1 comma 111 della legge n. 107/2015, il pagamento di un diritto di segreteria pari ad euro 5,00 per ciascuna classe di concorso/posto di sostegno per cui si concorre. Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario sul conto intestato a: sezione di tesoreria 348 Roma succursale, IBAN: IT 79B 01000 03245 348 0 13 2407 01 Causale: «regione – classe di concorso/posto di sostegno – nome e cognome – codice fiscale del candidato»”.

La copia del bonifico deve essere allegata alla domanda cartacea, mentre l’originale dovrà essere conversata scrupolosamente dal ricorrente.

La domanda cartacea di partecipazione al concorso dovrà essere spedita entro, e non oltre, giorno 22/03/2018, con raccomandata A/R al MIUR e all’Ufficio Scolastico Regionale di interesse.

Copia della domanda di partecipazione al concorso, copia del bonifico e copia delle ricevute di spedizione delle raccomandate inviate al MIUR e all’USR di interesse devono essere allegate alla modulistica di partecipazione al concorso (clicca qui per scaricare il modulo di adesione).

Potranno aderire al ricorso i seguenti docenti esclusi

  • dottori di ricerca;
  • docenti in possesso di un titolo di specializzazione;
  • docenti in CDC di nuova istituzione A053-A055-A059-A063-A064-A065 (DPR N. 19 DEL 14/02/2016)
  • docenti tecnico pratici (ITP), non inseriti in GAE o in II fascia delle G.I. prima del 31/05/2017;
  • docenti AFAM (nuovo e vecchio ordinamento);
  • docenti con 180 giorni di servizio all’anno, per un periodo di almeno 3 anni, prestato nelle scuole statali, paritarie;
  • docenti abilitati all’estero dopo il 31/05/2017;
  • docenti in possesso del requisito per effetto di un provvedimento giudiziario non definitivo.

Si potrà aderire al ricorso collettivo entro il 31/03/2018, al costo di €. 150,00, da promuovere dinnanzi al TAR Lazio sede di Roma

PER ADERIRE

Per aderire al ricorso scarica il seguente modulo, da inviare entro il 31/03/2018, a mezzo posta, al seguente indirizzo:

Studio Legale SAIA-VALENZA, Via Giacomo Cusmano n. 3, 90141 Palermo

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Ricorso per concorso Dirigenti Scolastici

E’ stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 90 del 24 novembre 2017, il tanto atteso Bando per il “Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali”.
Di tratta di un corso-concorso nazionale, organizzato su base regionale, per il reclutamento di dirigenti scolastici nei ruoli regionali presso le istituzioni scolastiche statali, inclusi i centri provinciali per l’istruzione degli adulti.
I posti messi a bando sono n. 2416, oltre n. 9 posti destinati alle scuole con insegnamento della lingua slovena e sloveno-italiano del Friuli Venezia-Giulia, mentre quelli destinati al corso di formazione nazionale sono 2900 posti.
La domanda di partecipazione potrà essere presentata dalle ore 9:00 del 29 novembre 2017 e fino alle ore 14:00 del 29 dicembre 2017, tramite il sistema POLIS, accompagnata dal pagamento di diritti di segreteria di €. 10,00.
Orbene, da un attento esame del Bando concorsuale emerge con ogni evidenza che, ancora una volta, il MIUR ha illegittimamente escluso diverse categorie di docenti a parteciparvi.
Ed invero, all’art. 3 del Bando sono stabiliti i requisiti generali di ammissione, secondo cui è ammesso a partecipare:
1) Il personale docente ed educativo assunto con contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali, già confermato in ruolo;
2) che sia in possesso di laurea magistrale, specialistica o di vecchio ordinamento, di diploma accademico di secondo livello rilasciato dalle istituzioni AFAM o di diploma accademico di vecchio ordinamento congiunto con diploma di istituto secondario superiore,
3) che abbia effettivamente reso un servizio di almeno cinque anni presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie, anche se maturato antecedentemente alla stipula del contratto a tempo indeterminato (il servizio si intende prestato per un anno intero se ha avuto la durata di almeno centottanta giorni o se sia stato prestato ininterrottamente dal primo febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale).
Dunque, dal dettato normativo, si evince che vengono illegittimamente esclusi a parteciparvi i seguenti docenti:
– i precari abilitati;
– i neoimmessi in ruolo;
– gli immessi in ruolo che non hanno ancora superato l’anno di prova.
L’illegittimità dell’esclusione risiede, infatti, nella disparità di trattamento tra docenti confermati in ruolo e docenti precari abilitati o neoimmessi in ruolo.
Come già confermato dalla giurisprudenza amministrativa, non sussiste alcuna ragione obiettiva che possa giustificare una disparità di trattamento tra docenti che abbiano prestato servizio a tempo determinato e quelli che, invece, abbiano prestato il medesimo servizio a tempo indeterminato, considerato quanto già più volte ribadito dalla Corte di Giustizia Europea,
Il nostro studio legale ha, dunque, predisposto un’azione per contestare l’ingiusta disparità di trattamento.
Pertanto, si potrà aderire al ricorso collettivo entro il 31/12/2017, al costo di €. 150,00, da promuovere dinnanzi al TAR Lazio sede di Roma

PER ADERIRE
Per aderire compila il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio a quale categoria di docente appartieni:
 PRECARIO ABILITATO;
 NEOIMMESSO IN RUOLO
 IMMESSO IN RUOLO SENZA SUPERAMENTO DELL’ANNO DI PROVA
Ti verrà inviato il conferimento di incarico e la domanda cartacea di partecipazione al concorso
INFO
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Articolo a cura dell’ Avv. Maria Saia e dell’Avv. Massimiliano Valenza

Ricorso Ricostruzione della Carriera

Il 31/12/2017 scade il termine per la presentazione della domanda di ricostruzione della carriera del personale docente di ruolo, ovvero il riconoscimento come servizio di ruolo, ai fini normativi ed economici, dell’intero servizio pre-ruolo, con collocamento al livello stipendiale corrispondente all’anzianità di servizio maturata.

Invero, la suddetta domanda deve essere presentata al dirigente Scolastico nel periodo compreso tra il 1/09 ed il 31/12 di ciascun anno, secondo quanto stabilito dal comma 209, art. 1 della L. 107/2015.

Normativa

Il comma 1 dell’art. 485, D.Lgs. 297/1994, introduce la misura del riconoscimento, ai fini normativi ed economici, del servizio pre-ruolo prestato dal personale docente, fissando un periodo soglia entro cui questo viene riconosciuto per intero, ovvero per i primi 4 anni.

Per la parte eccedente i primi quattro anni, invece, il medesimo comma 1 stabilisce che il servizio pre-ruolo viene riconosciuto soltanto per due terzi ai fini economici e normativi, mentre il restante terzo viene riconosciuto ai soli fini economici.

A titolo esemplificativo, se il docente ha prestato 10 anni di servizio il Legislatore gli riconosce per intero soltanto i primi 4 anni, mentre dei restanti 6 anni gli riconosce soltanto 4 anni (2/3 di 6 anni). Dunque, in totale 8 anni di servizio a fronte di dieci.

Ciò comporta per il docente un notevole pregiudizio giuridico-economico ai fini dell’inquadramento negli scaglioni retributivi (cd. gradoni).

Per il personale scolastico, infatti, il sistema di progressione economica è articolato nei seguenti gradoni di anzianità: 0-8, 9-14, 15-20, 21-27, 28-34, 35.

Pertanto, con riferimento all’esempio sopra riportato, in seguito al riconoscimento del servizio sulla scorta di quanto previsto dal Legislatore, ovvero 8 anni, ne deriverebbe per il docente l’applicazione del primo gradone di anzianità (0-8), anziché del secondo (9-14), che gli spetterebbe qualora il servizio gli venisse riconosciuto per intero (ovvero per dieci anni).

A ciò si aggiunga che il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie non viene riconosciuto ai fini della ricostruzione della carriera, in quanto la suddetta normativa prende in considerazione soltanto il servizio prestato nelle sole scuole pareggiate e parificate, e ciò fino all’anno 2008, clicca qui per approfondimento sull’argomento.

Giurisprudenza

Il Tribunale di Palermo ha già accolto il nostro ricorso, condannando il MIUR a pagare oltre €. 41.000,00

La clausola n. 4 dell’Accordo Quadro (Direttiva 1999/70/CE), impone di disapplicare l’appena citata normativa nazionale, anche alla luce di quanto statuito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la Sentenza del 13 settembre 2007, secondo cui “la clausola 4, punto 1, dev’essere interpretata nel senso che essa osta all’introduzione di una disparità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato, giustificata dalla mera circostanza che essa sia prevista da una disposizione legislativa o regolamentare di uno Stato membro ovvero da un contratto collettivo concluso tra i rappresentanti sindacali del personale e il datore di lavoro interessato”.

Pertanto, in applicazione della normativa europea rilevante, la Giurisprudenza nazionale di merito ha stabilito che: “E’ dunque pienamente riaffermata l’esigenza inderogabile di attuare concretamente i principi contenuti nel trattato CE, incoraggiando il giudice nazionale a darne concreta applicazione ogniqualvolta possibile. Si ritiene pertanto, proprio in virtù della menzionata giurisprudenza della Corte di Giustizia, che la normativa nazionale in materia, ed in particolare, l’art. 485 D. Lgs. 297/1994, debba essere disapplicata in modo da conformare l’ordinamento interno a quello comunitario. Non vi sono d’altra parte ragioni che giustifichino l’indubbia disparità effettuata dalla normativa nazionale tra personale docente assunto a tempo determinato e personale a tempo indeterminato, che svolga le stesse mansioni e sia in possesso dei medesimi requisiti soggettivi. Esattamente così è per i ricorrenti, che prima di essere assunti in ruolo avevano comunque conseguito l’abilitazione all’insegnamento ed erano idonei all’immissione in ruolo e svolgevano, ovviamente, le stesse funzioni previste dal CCNL per i docenti a tempo indeterminato” (Tribunale di Padova, Sez. Lav., Sentenza n. 758/11).

Tipologia di ricorrente

Il ricorso potrà essere promosso dal personale scolastico che ha già ottenuto il decreto ministeriale di ricostruzione della carriera, e che ha prestato servizio pre-ruolo, oltre che nelle scuole statali, anche nelle scuole paritarie.

Potrà essere proposto ricorso entro dieci anni dalla data in cui è possibile proporre la domanda di ricostruzione della carriera, e più precisamente entro dieci anni dalla data della conferma in ruolo.

Il termine si riduce a cinque anni qualora si debbano percepire degli arretrati, dovuti per la tardiva presentazione della domanda.

Tipologia di ricorso

Il ricorso è individuale e va proposto dinnanzi al Giudice del Lavoro territorialmente competente

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

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