ABILITATI ALL’ESTERO DOPO IL 31/05/2017 ESCLUSI DAL CONCORSO SCUOLA 2018

Il Decreto MIUR n. 995/2017, che disciplina la procedura concorsuale agevolata per l’assunzione di docenti di scuola secondaria di I e II grado, esclude dall’accesso a detta procedura i docenti che hanno conseguito l’abilitazione all’estero in data successiva al 31 maggio 2017.

La previsione appena ricordata è palesemente illegittima nella parte in cui esclude ingiustamente tutti i docenti che, confidando nell’avvio di una nuova procedura concorsuale, hanno avviato la frequenza del corso abilitativo in un paese estero prima della pubblicazione del Decreto Legislativo 59/2017, entrato in vigore il 31/05/2017, con il quale è stata introdotta per la prima volta la procedura agevolata.

Pertanto, l’Amministrazione ha violato il principio generale secondo cui i requisiti di partecipazione alla procedura concorsuale devono essere posseduti al momento della pubblicazione del bando, non potendo in alcun modo prendersi a riferimento un momento di gran lunga antecedente rispetto all’avvio della procedura (già prevista nel medesimo D.Lgs 59/2017 per il mese di febbraio 2018), escludendo così intenzionalmente tutti coloro che hanno conseguito l’abilitazione all’estero dopo il 31/05/2017.

In proposito, la più autorevole giurisprudenza del Consiglio di Stato ha ribadito il principio generale secondo cui i requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso, in quanto espressione di un principio generale, strettamente connesso ai principi di imparzialità dell’Amministrazione e di parità di trattamento dei candidati.

Pertanto, l’insegnamento della più autorevole giurisprudenza amministrativa conferma ampiamente l’espresso divieto di individuare momenti di conseguimento successivi, ma anche irragionevolmente antecedenti rispetto a quello della pubblicazione del Bando.

Sulla scorta di quanto precede, sarà avviata un’azione collettiva volta all’annullamento del Bando nei sensi sopra specificati.

Il nostro studio legale ha, dunque, predisposto un’azione per contestare l’ingiusta esclusione.

Pertanto, si potrà aderire al ricorso collettivo entro il 28/02/2018, al costo di €. 150,00, da promuovere dinnanzi al TAR Lazio sede di Roma

PER ADERIRE

Per preaderire al ricorso scarica la seguente modulistica, da inviare entro il 28/02/2018, a mezzo posta, al seguente indirizzo:

Studio Legale SAIA-VALENZA, Via Giacomo Cusmano n. 3, 90141 Palermo

INFO

Per richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com – oppure contattaci al seguente numero 091/7462637 o compila il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia e Avv. Massimiliano Valenza

LE ILLEGITTIMITA’ DEL CONCORSO SCUOLA

Nonostante le recenti pronunce giurisdizionali abbiano accolto i ricorsi dei docenti illegittimamente esclusi dall’inserimento in II fascia delle Graduatorie di Circolo e di Istituto dal D.M. MIUR n. 374/2017, ancora una volta si impone la necessità di ricorrere alle aule di Tribunale per poter partecipare al prossimo CONCORSO STRAORDINARIO.

Con il D. Lgs. 59/2017, il Legislatore ha dettato la disciplina per l’accesso al ruolo del personale docente prevedendo, al comma 3 dell’art. 17, una fase transitoria da realizzarsi mediante l’avvio di una procedura concorsuale “agevolata” da espletarsi entro l’ormai prossimo mese di febbraio 2018.

TUTTAVIA, ED È QUESTO IL PUNTO, LA PROCEDURA IN QUESTIONE È RISERVATA AI SOLI DOCENTI ABILITATI.

Non si tratta di una questione da poco.

La procedura agevolata consentirà al docente di accedere al ruolo con il superamento di una sola prova concorsuale orale, seguita da un anno di docenza con valutazione finale.

Due formalità che si concluderanno con l’inserimento delle Graduatorie Regionali di Merito ad Esaurimento, cd. G.R.AM.E, a cui il MIUR attingerà per le future assunzioni in ruolo.

Pertanto, in tempi molto brevi, il solo docente abilitato potrà essere assunto a tempo indeterminato.

È evidente quanto sia significativa la differenza con la procedura ordinaria, (disciplinata dall’art. 2 del medesimo Decreto), assai più complessa.

Prima del ruolo, infatti, l’aspirante docente dovrà superare il concorso, accedere al percorso formativo e di inserimento triennale (FIT), e soltanto dopo questo iter particolarmente lungo e gravoso, verrà assunto a tempo indeterminato!

Affrontare la procedura ordinaria arreca ai partecipanti non abilitati un enorme pregiudizio professionale, patrimoniale e personale.

Si attende a breve la pubblicazione del Bando e, considerato il dettato normativo, con ogni probabilità verranno esclusi dalla procedura concorsuale straordinaria i seguenti docenti:

– dottori di ricerca;

– docenti tecnico pratici (ITP), non inseriti in GAE o in II fascia delle G.I. prima del 31/05/2017;

– docenti di ruolo;

– docenti AFAM;

– docenti con 180 giorni di servizio all’anno, per un periodo di almeno 3 anni, prestato nelle scuole statali, paritarie e centri di formazione professionale;

– docenti abilitati all’estero;

Il nostro studio legale sta già predisponendo un’azione per contestare un’ingiusta disparità di trattamento.

Pertanto, sono aperte le preadesioni che ci consentiranno di istruire tempestivamente e con completezza la vostra pratica, con un’analisi mirata alla specifica posizione di ciascun partecipante.

Si precisa che tale adesione ha uno scopo soltanto preparatorio, è gratuita e non costituisce impegno al conferimento dell’incarico.

ADERIRE SENZA IMPEGNO

Per aderire compila il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio a quale categoria di docente appartieni:

  • dottori di ricerca;
  • docenti tecnico pratici (ITP), non inseriti in GAE o in II fascia delle G.I. prima del 31/05/2017;
  • docenti di ruolo;
  • docenti AFAM;
  • docenti con 180 giorni di servizio all’anno, per un periodo di almeno 3 anni, prestato nelle scuole statali, paritarie e centri di formazione professionale;
  • docenti abilitati all’estero

INFO

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Articolo a cura dell’ Avv. Maria Saia e dell’Avv. Massimiliano Valenza

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RICONOSCIMENTO PRECEDENZA L. 104/92 EX ART. 33

Anche per quest’anno scolastico 2017/2018, la procedura di mobilità interprovinciale non ha consentito ai docenti di usufruire della precedenza spettante ai figli che assistono il genitore gravemente disabile ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92.

Tale precedenza consiste nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).

Più in particolare, l’art. 13 del C.C.N.I 2017/2018 ha riconosciuto tale precedenza soltanto ai docenti interessati alla mobilità provinciale, mentre per la mobilità interprovinciale il successivo art. 14 ha stabilito che “Il personale scolastico (parente, affine o affidatario) che intende assistere il familiare ai sensi dell’art. 33, commi 5 e 7, della legge n. 104/92, in qualità di referente unico, non è destinatario di una precedenza nell’ambito delle operazioni di mobilità; al fine di realizzare l’assistenza al familiare disabile, il personale interessato partecipa alle operazioni di assegnazione provvisoria, usufruendo della precedenza che sarà prevista dal CCNI sulla mobilità annuale”.

Detta disciplina regolamentare realizza una palese disparità di trattamento tra docenti che partecipano alla mobilità provinciale e quelli che, invece, partecipano alla mobilità interprovinciale.

Ed infatti, indipendentemente dalla fase di mobilità, l’art. 601 del D.Lgs. n. 297/94, stabilisce che: “Gli articoli 21 e 33 della legge quadro 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate si applicano al personale di cui al presente testo unico. Le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità”.

Pertanto, la distinzione operata dall’O.M 221/2017 e dal CCNI 2017/2018 non trova alcun fondamento all’interno del quadro normativo di riferimento.

Diverse sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto detta precedenza in sede di mobilità interprovinciale.

Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Termini Imerese, Brindisi, Vercelli, Messina, Cagliari, Roma, Lodi, Potenza e Ravenna

Anche il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa ha ritenuto in sede cautelare fondate le censure lamentate dai docenti in ordine alla violazione dell’art.33 della legge n.104 del 1992 da parte dell’O.M. 241/2016, nella parte in cui ha realizzato una disparità di trattamento tra docenti che hanno partecipano alla fase A della mobilità provinciale e docenti che, come i nostri ricorrenti, hanno partecipato alla fase C della mobilità interprovinciale.

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RICONOSCIMENTO SERVIZIO PRE-RUOLO NELLA SCUOLA PARITARIA

La procedura di mobilità scolastica, anche per quest’anno scolastico 2017/2018, non ha riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.

Il mancato riconoscimento del suddetto servizio pregiudica gravemente il docente sotto due diversi profili, ovvero sia in sede di mobilità che in sede di ricostruzione della carriera.

In sede di domanda di mobilità territoriale e professionale, infatti, il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie non è stato riconosciuto ai fini dell’attribuzione del punteggio da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale di titolarità, utile per ottenere il movimento richiesto.

Ed invero, la tabella allegata al n. 2 al CCNI 2017/2018 (TABELLA A) – Tabella di valutazione dei titoli ai fini dei trasferimenti a domanda e d’ufficio del personale docente ed educativo – con riferimento specifico alla valutazione dell’ANZIANITA’ DI SERVIZIO (Tabella A1, lettera B) e NOTE COMUNI), ha stabilito l’attribuzione di 6 punti per la mobilità volontaria e di 3 punti per la mobilità d’ufficio, limitatamente al servizio prestato nelle scuole statali, parificate o pareggiate, così escludendo il servizio prestato nelle scuole paritarie.

Sotto altro profilo, invece, il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie non viene riconosciuto in sede di ricostruzione della carriera, con notevole pregiudizio giuridico-economico per il docente ai fini dell’inquadramento negli scaglioni retributivi (cd. gradoni).

Più in particolare, il MIUR non valuta allo stesso modo il servizio pre-ruolo del docente ai fini della progressione stipendiale, con notevole disparità di trattamento tra il docente che ha prestato servizio nella scuola statale, pareggiata o parificata, ed il docente che, invece, ha prestato servizio nella scuola paritaria.

A tal proposito, si ricorda che ai sensi del comma 209, art. 1 L. 107/2015 la domanda di ricostruzione della carriera va presentata al Dirigente Scolastico nel periodo compreso tra il 1/09 ed il 31/12 di ciascun anno.   

Molte sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.

Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Palermo, Termini Imerese, Catania, Messina, Napoli Nord, Velletri, Vittoria, Salerno, Foggia.

Anche il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa ha ritenuto in sede cautelare fondate le censure lamentate dai docenti in ordine alla violazione della L. n. 62 del 2000, della L. n. 107 del 2015 e del D.M. n. 94 del 2016 e la inosservanza dei principi di parità di trattamento e divieto di ingiusta discriminazione con riferimento alle tabelle di valutazione di cui all’O.M. 241/2016 (così anche dall’O.M. 221/2017), laddove, nel disciplinare la procedura di mobilità del personale docente, era stata prevista l’attribuzione di tre punti per ciascun anno di servizio pre-ruolo prestato nelle sole scuole statali, pareggiate e parificate, escludendo e considerando non valutabile il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie.

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