IL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE DA PROPORRE PER MANCATO TRASFERIMENTO SCUOLA

Lo scorso 1 giugno, a molti docenti della Scuola Primaria, è arrivata l’amara comunicazione, da parte del MIUR, di non essere stati trasferiti nella prima sede indicata nella domanda di mobilità interprovinciale a.s. 2018/2019, a causa del mancato riconoscimento della precedenza spettante ai figli che assistono un genitore gravemente disabile, ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92.

Per tale motivo, il nostro Studio legale ha predisposto un modello di RICHIESTA DI TENTATIVO DI CONCILIAZIONE, CON ISTANZA DI ACCESSO AGLI ATTI, che verrà inoltrato ai docenti che ne faranno richiesta al nostro indirizzo email info@avvocatosaia.com, da inviare all’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, entro il termine perentorio di 10 giorni dal ricevimento dell’email avente ad oggetto la “Procedura di mobilita’ A.S. 2018/19. Invio Risultato del movimento”, con la quale il MIUR comunica il mancato ottenimento del movimento richiesto per l’a.s. 2018/19.

Ed infatti, anche per quest’anno scolastico, la procedura di mobilità interprovinciale non ha consentito ai docenti di usufruire della precedenza spettante ai figli che assistono il genitore gravemente disabile ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92.

Tale precedenza consiste nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).

Più in particolare, l’art. 13 del C.C.N.I 2017/2018 ha riconosciuto tale precedenza soltanto ai docenti interessati alla mobilità provinciale, mentre per la mobilità interprovinciale il successivo art. 14 ha stabilito che “Il personale scolastico (parente, affine o affidatario) che intende assistere il familiare ai sensi dell’art. 33, commi 5 e 7, della legge n. 104/92, in qualità di referente unico, non è destinatario di una precedenza nell’ambito delle operazioni di mobilità; al fine di realizzare l’assistenza al familiare disabile, il personale interessato partecipa alle operazioni di assegnazione provvisoria, usufruendo della precedenza che sarà prevista dal CCNI sulla mobilità annuale”.

Detta disciplina regolamentare realizza una palese disparità di trattamento tra docenti che partecipano alla mobilità provinciale e quelli che, invece, partecipano alla mobilità interprovinciale.

Ed infatti, indipendentemente dalla fase di mobilità, l’art. 601 del D.Lgs. n. 297/94, stabilisce che: “Gli articoli 21 e 33 della legge quadro 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate si applicano al personale di cui al presente testo unico. Le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità”.

Pertanto, la distinzione operata dall’O.M 207/2018 e dal CCNI 2017/2018 non trova alcun fondamento all’interno del quadro normativo di riferimento.

Diverse sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto detta precedenza in sede di mobilità interprovinciale.

Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Termini Imerese, Brindisi, Vercelli, Messina, Cagliari, Roma, Lodi, Potenza e Ravenna.

Anche il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa ha ritenuto in sede cautelare fondate le censure lamentate dai docenti in ordine alla violazione dell’art.33 della legge n.104 del 1992 da parte dell’O.M. 241/2016, nella parte in cui ha realizzato una disparità di trattamento tra docenti che hanno partecipano alla fase A della mobilità provinciale e docenti che, come i nostri ricorrenti, hanno partecipato alla fase C della mobilità interprovinciale.

PER ADERIRE / INFO

Per aderire o richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com, al fine di offrirti l’assistenza necessaria per la tutela dei diritti spettanti in materia di mobilità 2018/2019 e ricevere la documentazione necessaria per contestare le illegittimità riscontrate.

Si potranno richiedere ulteriori informazioni sul ricorso al seguente numero 091/7462637 o compilando il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA E LA VALUTAZIONE PER INTERO DEL PRE-RUOLO

In questi giorni molti docenti di ruolo stanno ricevendo il Decreto Ministeriale di ricostruzione della carriera in seguito alla presentazione della domanda al Dirigente Scolastico, avvenuta nel periodo compreso tra il 1/09 ed il 31/12 di ciascun anno, secondo quanto stabilito dal comma 209, art. 1 della L. 107/2015.

Tuttavia, il suddetto Decreto si limita, illegittimamente, a riconoscere il servizio pre-ruolo per intero soltanto per i primi quattro anni, mentre la parte eccedente viene valutata soltanto per 2/3 ai fini normativi ed economici, mentre il restante 1/3 viene riconosciuto ai soli fini economici.

Normativa

Il comma 1 dell’art. 485, D.Lgs. 297/1994, introduce la misura del riconoscimento, ai fini normativi ed economici, del servizio pre-ruolo prestato dal personale docente, fissando un periodo soglia entro cui questo viene riconosciuto per intero, ovvero per i primi 4 anni.

Per la parte eccedente i primi quattro anni, invece, il medesimo comma 1 stabilisce che il servizio pre-ruolo viene riconosciuto soltanto per due terzi ai fini economici e normativi, mentre il restante terzo viene riconosciuto ai soli fini economici.

A titolo esemplificativo, se il docente ha prestato 10 anni di servizio il Legislatore gli riconosce per intero soltanto i primi 4 anni, mentre dei restanti 6 anni gli riconosce soltanto 4 anni (2/3 di 6 anni). Dunque, in totale 8 anni di servizio a fronte di dieci.

Ciò comporta per il docente un notevole pregiudizio giuridico-economico ai fini dell’inquadramento negli scaglioni retributivi (cd. gradoni).

Per il personale scolastico, infatti, il sistema di progressione economica è articolato nei seguenti gradoni di anzianità: 0-8, 9-14, 15-20, 21-27, 28-34, 35.

Pertanto, con riferimento all’esempio sopra riportato, in seguito al riconoscimento del servizio sulla scorta di quanto previsto dal Legislatore, ovvero 8 anni, ne deriverebbe per il docente l’applicazione del primo gradone di anzianità (0-8), anziché del secondo (9-14), che gli spetterebbe qualora il servizio gli venisse riconosciuto per intero (ovvero per dieci anni).

A ciò si aggiunga che il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie non viene riconosciuto ai fini della ricostruzione della carriera, in quanto la suddetta normativa prende in considerazione soltanto il servizio prestato nelle sole scuole pareggiate e parificate, e ciò fino all’anno 2008, clicca qui per approfondimento sull’argomento.

Giurisprudenza

Il Tribunale di Padova ha già accolto il nostro ricorso. Alla docente è stata riconosciuta, ad ogni effetto giuridico ed economico, l’anzianità maturata in relazione ai rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi con il MIUR a decorrere dal 2001, condannando il Ministero a corrisponderle le differenze retributive dovute a tale titolo, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali sino al saldo.

Anche il Tribunale di Palermo ha accolto il nostro ricorso, condannando il MIUR a pagare oltre €. 41.000,00

Tipologia di ricorrente

Il ricorso potrà essere promosso dal personale scolastico che ha già ottenuto il decreto ministeriale di ricostruzione della carriera, e che ha prestato servizio pre-ruolo, oltre che nelle scuole statali, anche nelle scuole paritarie.

Potrà essere proposto ricorso entro dieci anni dalla data in cui è possibile proporre la domanda di ricostruzione della carriera, e più precisamente entro dieci anni dalla data della conferma in ruolo.

Il termine si riduce a cinque anni qualora si debbano percepire degli arretrati, dovuti per la tardiva presentazione della domanda.

Tipologia di ricorso

Il ricorso è individuale e va proposto dinnanzi al Giudice del Lavoro territorialmente competente

INFO

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

IL RECLAMO DA PROPORRE AVVERSO LA MOBILITA’ DOCENTI 2018/2019

Come già annunciato dal nostro Studio Legale, da sempre al fianco dei docenti, dall’esame della normativa regolamentare emerge chiaramente come, anche per questa mobilità 2018/2019, i docenti saranno interessati da una procedura viziata da diverse illegittimità (clicca qui per l’approfondimento).

Il Ministero ha già iniziato ad inviare, all’indirizzo email dei docenti, la “Notifica di convalida della domanda”, nella quale allega la domanda di mobilità 2018/2019 convalidata dall’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, con l’attribuzione del punteggio riconosciuto per titoli di merito, di servizio e familiari, nonché con il riconoscimento o meno di determinate precedenze/preferenze spettanti.

Molti docenti, purtroppo, si troveranno a non vedersi riconosciuto nelle domande convalidate, il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie, né tantomeno, in sede di mobilità interprovinciale, la precedenza ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, spettante ai figli che assistono un genitore gravemente disabile.

Per tale motivo, il nostro Studio legale ha predisposto dei modelli di RECLAMO, che metteranno a disposizione dei docenti che ne faranno richiesta al nostro indirizzo email info@avvocatosaia.com,  da inviare all’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, entro il termine perentorio di 10 giorni dal ricevimento dell’email di “Notifica di convalida della domanda”.

PER ADERIRE / INFO

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

ABILITATI ALL’ESTERO DOPO IL 31/05/2017 ESCLUSI DAL CONCORSO SCUOLA 2018

Il Decreto MIUR n. 995/2017, che disciplina la procedura concorsuale agevolata per l’assunzione di docenti di scuola secondaria di I e II grado, esclude dall’accesso a detta procedura i docenti che hanno conseguito l’abilitazione all’estero in data successiva al 31 maggio 2017.

La previsione appena ricordata è palesemente illegittima nella parte in cui esclude ingiustamente tutti i docenti che, confidando nell’avvio di una nuova procedura concorsuale, hanno avviato la frequenza del corso abilitativo in un paese estero prima della pubblicazione del Decreto Legislativo 59/2017, entrato in vigore il 31/05/2017, con il quale è stata introdotta per la prima volta la procedura agevolata.

Pertanto, l’Amministrazione ha violato il principio generale secondo cui i requisiti di partecipazione alla procedura concorsuale devono essere posseduti al momento della pubblicazione del bando, non potendo in alcun modo prendersi a riferimento un momento di gran lunga antecedente rispetto all’avvio della procedura (già prevista nel medesimo D.Lgs 59/2017 per il mese di febbraio 2018), escludendo così intenzionalmente tutti coloro che hanno conseguito l’abilitazione all’estero dopo il 31/05/2017.

In proposito, la più autorevole giurisprudenza del Consiglio di Stato ha ribadito il principio generale secondo cui i requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso, in quanto espressione di un principio generale, strettamente connesso ai principi di imparzialità dell’Amministrazione e di parità di trattamento dei candidati.

Pertanto, l’insegnamento della più autorevole giurisprudenza amministrativa conferma ampiamente l’espresso divieto di individuare momenti di conseguimento successivi, ma anche irragionevolmente antecedenti rispetto a quello della pubblicazione del Bando.

Sulla scorta di quanto precede, sarà avviata un’azione collettiva volta all’annullamento del Bando nei sensi sopra specificati.

Il nostro studio legale ha, dunque, predisposto un’azione per contestare l’ingiusta esclusione.

Pertanto, si potrà aderire al ricorso collettivo entro il 28/02/2018, al costo di €. 150,00, da promuovere dinnanzi al TAR Lazio sede di Roma

PER ADERIRE

Per preaderire al ricorso scarica la seguente modulistica, da inviare entro il 28/02/2018, a mezzo posta, al seguente indirizzo:

Studio Legale SAIA-VALENZA, Via Giacomo Cusmano n. 3, 90141 Palermo

INFO

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia e Avv. Massimiliano Valenza

LE ILLEGITTIMITA’ DEL CONCORSO SCUOLA

Nonostante le recenti pronunce giurisdizionali abbiano accolto i ricorsi dei docenti illegittimamente esclusi dall’inserimento in II fascia delle Graduatorie di Circolo e di Istituto dal D.M. MIUR n. 374/2017, ancora una volta si impone la necessità di ricorrere alle aule di Tribunale per poter partecipare al prossimo CONCORSO STRAORDINARIO.

Con il D. Lgs. 59/2017, il Legislatore ha dettato la disciplina per l’accesso al ruolo del personale docente prevedendo, al comma 3 dell’art. 17, una fase transitoria da realizzarsi mediante l’avvio di una procedura concorsuale “agevolata” da espletarsi entro l’ormai prossimo mese di febbraio 2018.

TUTTAVIA, ED È QUESTO IL PUNTO, LA PROCEDURA IN QUESTIONE È RISERVATA AI SOLI DOCENTI ABILITATI.

Non si tratta di una questione da poco.

La procedura agevolata consentirà al docente di accedere al ruolo con il superamento di una sola prova concorsuale orale, seguita da un anno di docenza con valutazione finale.

Due formalità che si concluderanno con l’inserimento delle Graduatorie Regionali di Merito ad Esaurimento, cd. G.R.AM.E, a cui il MIUR attingerà per le future assunzioni in ruolo.

Pertanto, in tempi molto brevi, il solo docente abilitato potrà essere assunto a tempo indeterminato.

È evidente quanto sia significativa la differenza con la procedura ordinaria, (disciplinata dall’art. 2 del medesimo Decreto), assai più complessa.

Prima del ruolo, infatti, l’aspirante docente dovrà superare il concorso, accedere al percorso formativo e di inserimento triennale (FIT), e soltanto dopo questo iter particolarmente lungo e gravoso, verrà assunto a tempo indeterminato!

Affrontare la procedura ordinaria arreca ai partecipanti non abilitati un enorme pregiudizio professionale, patrimoniale e personale.

Si attende a breve la pubblicazione del Bando e, considerato il dettato normativo, con ogni probabilità verranno esclusi dalla procedura concorsuale straordinaria i seguenti docenti:

– dottori di ricerca;

– docenti tecnico pratici (ITP), non inseriti in GAE o in II fascia delle G.I. prima del 31/05/2017;

– docenti di ruolo;

– docenti AFAM;

– docenti con 180 giorni di servizio all’anno, per un periodo di almeno 3 anni, prestato nelle scuole statali, paritarie e centri di formazione professionale;

– docenti abilitati all’estero;

Il nostro studio legale sta già predisponendo un’azione per contestare un’ingiusta disparità di trattamento.

Pertanto, sono aperte le preadesioni che ci consentiranno di istruire tempestivamente e con completezza la vostra pratica, con un’analisi mirata alla specifica posizione di ciascun partecipante.

Si precisa che tale adesione ha uno scopo soltanto preparatorio, è gratuita e non costituisce impegno al conferimento dell’incarico.

ADERIRE SENZA IMPEGNO

Per aderire compila il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio a quale categoria di docente appartieni:

  • dottori di ricerca;
  • docenti tecnico pratici (ITP), non inseriti in GAE o in II fascia delle G.I. prima del 31/05/2017;
  • docenti di ruolo;
  • docenti AFAM;
  • docenti con 180 giorni di servizio all’anno, per un periodo di almeno 3 anni, prestato nelle scuole statali, paritarie e centri di formazione professionale;
  • docenti abilitati all’estero

INFO

Per richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com – oppure contattaci al seguente numero 091/7462637 – 091/5642013

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Articolo a cura dell’ Avv. Maria Saia e dell’Avv. Massimiliano Valenza

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