RICORSO D’URGENZA PER MANCATO TRASFERIMENTO- MOBILITA’ SCUOLA

Dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità dei docenti per l’a.s. 2019/2020 è svanita, per molti di loro, la speranza di potersi ricongiungere con gli affetti più cari.

Come più volte denunciato dal nostro Studio Legale, diverse sono le illegittimità dell’O.M. 203/2019, con la quale il MIUR ha disciplinato la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22, riguardanti sia:

– il riconoscimento della precedenza ex art. 33, commi 5 e 7 della L. 104/92, per l’assistenza del genitore gravemente disabile, in ambito di mobilità interprovinciale (per approfondimento clicca qui);

– il riconoscimento del punteggio per il servizio pre-ruolo prestato nella scuola paritaria (per approfondimento clicca qui);

– il riconoscimento dell’assegnazione temporanea triennale di genitori con figli minori fino a tre anni di età, ai sensi dell’art. 42 bis del D.lgs. 151/01 (per approfondimento clicca qui).

Come se non bastasse, in seguito alla pubblicazione dei movimenti, molti docenti hanno avuto la possibilità di gioire (per pochi attimi) per l’ottenimento del trasferimento tanto bramato, salvo poi vedersi revocare il trasferimento, in quanto annullato o rettificato, a causa dell’errore del MIUR, che ha utilizzato nella procedura di mobilità i posti che, invece, erano da destinarsi alle nuove assunzioni in ruolo (per approfondimento clicca qui).

Il nostro Studio Legale vi ha già consigliato di contestare immediatamente le graduatorie di mobilità a.s. 2019/20 attraverso una specifica richiesta di conciliazione, da inviare all’Amministrazione interessata entro dieci giorni dalla pubblicazione dei movimenti, così da consentire ai docenti di manifestare, sin da subito, l’interesse a tutelare i propri diritti.

Tuttavia, in molti casi, le richieste di conciliazione non hanno avuto alcun seguito da parte dell’Amministrazione entro il termine di quindici giorni dalla presentazione, così come previsto dall’art. 135, comma 6 del CCNL Comparto Scuola del 29/11/2007).

Cosa fare, dunque, nel caso di decorrenza infruttuosa del suddetto termine di QUINDICI GIORNI dalla presentazione della richiesta di conciliazione, o nel caso di risposta espressa di rigetto da parte dell’Amministrazione?

Nel caso di esito negativo della conciliazione si potrà proporre ricorso d’urgenza (ex art. 700 c.p.c.) dinnanzi al Giudice del Lavoro, territorialmente competente, al fine di ottenere il trasferimento nella sede scolastica legittimamente spettante.

Diverse sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva negato il riconoscimento dei sopraddetti diritti.

Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Termini Imerese, Brindisi, Vercelli, Messina, Cagliari, Roma, Lodi, Potenza e Ravenna.

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Per aderire o richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com, al fine di offrirti l’assistenza necessaria per la tutela dei diritti spettanti in materia di mobilità 2019/2020 e ricevere la documentazione necessaria per contestare le illegittimità riscontrate.

Si potranno richiedere ulteriori informazioni sul ricorso al seguente numero 091/7462637 o compilando il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

MOBILITA’ SCUOLA 2019/2020 – LE NOVITA’

Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo, concernente la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22, sottoscritto in data 31/12/2018, ha introdotto delle importanti novità, tra le quali ha reintrodotto il vincolo triennale.

Vincolo Triennale

Dall’anno scolastico 2019/20, infatti, i docenti che hanno ottenuto la titolarità su scuola, a seguito della domanda volontaria (sia territoriale che professionale), non potranno presentare domanda di mobilità per il triennio successivo.

Tale vincolo triennale, ai sensi dell’art. 2, comma 2 del succitato CCNI, non trova applicazione nei seguenti casi:

– ai docenti beneficiari delle precedenze ex art. 13, nel caso in cui abbiano ottenuto la titolarità in una scuola fuori dal comune di precedenza;

– ai docenti trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata, ancorché soddisfatti su una preferenza espressa.

Ed ancora, dall’anno scolastico 2019/20 la procedura di mobilità avverrà su scuola (fino a 15 preferenze) e non più su ambito.

Pertanto, i docenti attualmente titolari su ambito diverranno titolari su scuola, ad opera del MIUR.

Date di presentazione delle domande

Le domande di mobilità territoriale e professionale per il personale docente potranno essere presentate dall’11 marzo 2019 e fino al 5 aprile 2019.

Procedimento

Le operazioni di mobilità territoriale e professionale si collocheranno in tre distinte fasi:

I fase: Trasferimenti all’interno del comune;

II fase: Trasferimenti tra comuni della stessa provincia;

III fase: Mobilità territoriale interprovinciale e mobilità professionale

Dall’esame della citata normativa regolamentare emerge chiaramente come anche per questa mobilità i docenti saranno interessati da una procedura viziata da diverse illegittimità, e che il nostro Studio Legale ha già denunciato in passato.

RICONOSCIMENTO PRECEDENZA L. 104/92 EX ART. 33

Anche per il prossimo triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22, la procedura di mobilità interprovinciale non consente ai docenti di usufruire della precedenza spettante ai figli che assistono il genitore gravemente disabile ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92.

Tale precedenza consiste nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).

Più in particolare, l’art. 13 del C.C.N.I 2017/2018 ha riconosciuto tale precedenza soltanto ai docenti interessati alla mobilità provinciale, mentre per la mobilità interprovinciale il successivo art. 14 ha stabilito che “Il personale scolastico (parente, affine o affidatario) che intende assistere il familiare ai sensi dell’art. 33, commi 5 e 7, della legge n. 104/92, in qualità di referente unico, non è destinatario di una precedenza nell’ambito delle operazioni di mobilità; al fine di realizzare l’assistenza al familiare disabile, il personale interessato partecipa alle operazioni di assegnazione provvisoria, usufruendo della precedenza che sarà prevista dal CCNI sulla mobilità annuale”.

Detta disciplina regolamentare realizza una palese disparità di trattamento tra docenti che partecipano alla mobilità provinciale e quelli che, invece, partecipano alla mobilità interprovinciale.

Ed infatti, indipendentemente dalla fase di mobilità, l’art. 601 del D.Lgs. n. 297/94, stabilisce che: “Gli articoli 21 e 33 della legge quadro 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate si applicano al personale di cui al presente testo unico. Le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità”.

Pertanto, la distinzione operata dalla normativa regolamentare non trova alcun fondamento all’interno del quadro normativo di riferimento.

Diverse sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dal nostro Studio Legale in favore di docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto detta precedenza in sede di mobilità interprovinciale.

Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Palermo, Roma, Savona, Alessandria, Termini Imerese, Brindisi, Vercelli, Messina, Cagliari, Roma, Lodi, Potenza e Ravenna

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

VITTORIA! ANCHE IL TRIBUNALE DI SAVONA RICONOSCE LA PRECEDENZA L. 104/92 NELLA MOBILITA’ INTERPROVINCIALE

Il Tribunale di Savona, così come il Tribunale di Roma e di Palermo, con Ordinanza del 18/12/2018, ha accolto il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c, promosso dalla docente calabrese che, in seguito alla mobilità interprovinciale per l’a.s. 2018/2019, si era visto negare il riconoscimento della precedenza per assistere il genitore gravemente disabile.

Più in particolare, i docenti di genitori gravemente disabili, in seguito al mancato riconoscimento della precedenza spettante ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, nella mobilità interprovinciale, sono stati privati del trasferimento nella sede scolastica più vicina alla residenza del genitore disabile.

Pertanto, sulla scorta delle difese spiegate dall’Avv. Maria Saia, il Tribunale di Savona ha accolto il ricorso promosso contro il MIUR, ritenendo che “Il CCNI per la mobilità del personale docente, educativo e ATA scuola per l’a.s. 2017/2018, prorogato anche per l’a.s. 2018/2019, prevede all’art. 13 comma 1 punto IV la precedenza ai genitori anche adottivi del disabile in situazione di gravità e, successivamente, “la precedenza per l’assistenza al coniuge e, limitatamente ai trasferimenti nella stessa provincia, al solo figlio individuato come referente unico che presta assistenza al genitore disabile in situazione di gravità”. Questa limitazione del diritto di precedenza, nella mobilità interprovinciale, a favore dei soli genitori e del coniuge del soggetto affetto da handicap, contrasta con l’art. 33 L. 104/1992 che ha portata più ampia e comprende tra i soggetti tutelati il lavoratore che assiste una persona con handicap grave che sia sua “parente o affine entro il secondo grado(compreso, quindi, anche il docente che assiste la madre disabile grave)… Deve, quindi, ritenersi che l’art. 13 CCNI, nella parte richiamata, sia in contrasto con una norma imperativa posta a tutela di un diritto costituzionale del soggetto disabile all’assistenza che non ammette una generalizzata ed astratta riduzione delle possibilità di trasferimenti.”. Per tale motivo il Tribunale di Savona ha ordinato “al Ministero convenuto di riconoscere alla ricorrente l’applicazione del diritto di precedenza ex art. 33 comma 5 L. 104/92 in riferimento al suo trasferimento interprovinciale”.

Per ulteriori approfondimenti clicca sul seguente articolo RICORSO D’URGENZA PER MANCATO TRASFERIMENTO MOBILITA’ A.S. 2018/2019

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

 

 

UN’ALTRA IMPORTANTE BATTAGLIA VINTA! RICONOSCIMENTO PRECEDENZA EX L. 104/92 NELLA MOBILITA’ INTERPROVINCIALE

Il Tribunale di Roma, con Ordinanza cronol. n. 79550/2018 del 06/09/2018, ha accolto il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c, promosso dalla docente trapanese, insegnante nella Scuola Primaria presso la sede di titolarità di Roma (assegnata ai sensi del comma 108, art. 1 della L. 107/2015), referente unico del genitore gravemente disabile, la quale non aveva ottenuto, in sede di mobilità interprovinciale per l’a.s. 2018/2019, il riconoscimento della precedenza ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33 L. 104/1992, illegittimamente riconosciuta ai soli docenti interessati alla mobilità provinciale.

Più in particolare, i docenti di genitori gravemente disabili, in seguito al mancato riconoscimento della precedenza spettante ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, nella mobilità interprovinciale, sono stati privati del trasferimento nella sede scolastica più vicina alla residenza del genitore disabile.

Tale precedenza consiste, infatti, nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).

Pertanto, sulla scorta delle difese spiegate dall’Avv. Maria Saia, il Tribunale di Roma ha ritenuto fondato e, dunque, meritevole di accoglimento il ricorso, considerato che “La risoluzione della controversia dipende dall’interpretazione della L. n.104 del 1992, art. 33, comma 5, come modificato dalla L. n.53 del 2000, e, successivamente, dall’articolo 24, comma 1, lettera b), della legge 4 novembre 2010, n.183, secondo cui il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado (…) “ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. Tale norma trova applicazione, ai sensi dell’art. 601 D.Lgs. 16.4.1994 n.297 – testo unico in materia di istruzione, “al personale di cui al presente testo unico” (co. 1), comportandone “la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità” (co. 2) […. Ciò posto, la richiesta avanzata dalla ricorrente, di riconoscimento diritto di precedenza ex art.33 L. n.104/92 in sede di mobilità interprovinciale (v. domanda telematica e contestuale domanda in forma cartacea, al fine di poter richiedere la fruizione del diritto di precedenza nel predetto trasferimento) appare fondata, risultando documentalmente provato che il padre della ricorrente è portatore di stato di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, co. 3, L. n.104/92, e che la ricorrente è referente unico del genitore in stato di disabilità in condizione di gravità.

Né osta al riconoscimento della fondatezza di tale diritto l’esistenza di una norma pattizia, contenuta nell’art. 13 CCNI 11.4.2017 (prorogato per l’a.s. 2018/2019), secondo cui, il beneficio in questione è riconosciuto al figlio individuato come referente unico che presta assistenza al genitore disabile in situazione di gravità, “limitatamente ai trasferimenti nella stessa provincia” (v. comma 1), mentre “Nei trasferimenti interprovinciali […], laddove “Il figlio che assiste il genitore in situazione di gravità ha diritto ad usufruire della precedenza tra province diverse esclusivamente nelle operazioni di assegnazione provvisoria, fermo restando il diritto a presentare la domanda di mobilità”. Deve ritenersi, infatti, che la clausola pattizia appena citata, nel limitare il diritto di scelta prioritaria del dipendente, che assista con continuità il genitore in stato di handicap grave, alla sola fase A della mobilità (su base provinciale), escludendolo invece, per quel che qui interessa, nella mobilità interprovinciale, deve ritenersi nulla, a norma dell’art.1418 c.c., per contrasto con la norma imperativa di cui all’art.33 co. 5 L. 5.2.1992 n.104, che, come detto, ai sensi dell’art. 601 del T.U. 297/1994, comporta “la precedenza” non solo “all’atto della nomina in ruolo” o “dell’assunzione come non di ruolo”, ma anche “in sede di mobilità”. Ne consegue la sua disapplicazione, dovendo accordarsi la precedenza ai dipendenti tutelati da detta norma rispetto agli altri dipendenti in ciascuna fase delle procedure di trasferimento.

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RICONOSCIMENTO PRECEDENZA L. 104/92 EX ART. 33

Anche per quest’anno scolastico 2017/2018, la procedura di mobilità interprovinciale non ha consentito ai docenti di usufruire della precedenza spettante ai figli che assistono il genitore gravemente disabile ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92.

Tale precedenza consiste nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).

Più in particolare, l’art. 13 del C.C.N.I 2017/2018 ha riconosciuto tale precedenza soltanto ai docenti interessati alla mobilità provinciale, mentre per la mobilità interprovinciale il successivo art. 14 ha stabilito che “Il personale scolastico (parente, affine o affidatario) che intende assistere il familiare ai sensi dell’art. 33, commi 5 e 7, della legge n. 104/92, in qualità di referente unico, non è destinatario di una precedenza nell’ambito delle operazioni di mobilità; al fine di realizzare l’assistenza al familiare disabile, il personale interessato partecipa alle operazioni di assegnazione provvisoria, usufruendo della precedenza che sarà prevista dal CCNI sulla mobilità annuale”.

Detta disciplina regolamentare realizza una palese disparità di trattamento tra docenti che partecipano alla mobilità provinciale e quelli che, invece, partecipano alla mobilità interprovinciale.

Ed infatti, indipendentemente dalla fase di mobilità, l’art. 601 del D.Lgs. n. 297/94, stabilisce che: “Gli articoli 21 e 33 della legge quadro 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate si applicano al personale di cui al presente testo unico. Le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità”.

Pertanto, la distinzione operata dall’O.M 221/2017 e dal CCNI 2017/2018 non trova alcun fondamento all’interno del quadro normativo di riferimento.

Diverse sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto detta precedenza in sede di mobilità interprovinciale.

Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Termini Imerese, Brindisi, Vercelli, Messina, Cagliari, Roma, Lodi, Potenza e Ravenna

Anche il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa ha ritenuto in sede cautelare fondate le censure lamentate dai docenti in ordine alla violazione dell’art.33 della legge n.104 del 1992 da parte dell’O.M. 241/2016, nella parte in cui ha realizzato una disparità di trattamento tra docenti che hanno partecipano alla fase A della mobilità provinciale e docenti che, come i nostri ricorrenti, hanno partecipato alla fase C della mobilità interprovinciale.

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