IL RECLAMO DA PROPORRE AVVERSO LA MOBILITA’ DOCENTI 2019/2020

Come già annunciato dal nostro Studio Legale, da sempre al fianco dei docenti, dall’esame della normativa regolamentare emerge chiaramente come, anche per questa mobilità 2019/2020, i docenti saranno interessati da una procedura viziata da diverse illegittimità (clicca qui per l’approfondimento).

Il Ministero ha già iniziato ad inviare, all’indirizzo email dei docenti, la “Notifica di convalida della domanda”, nella quale allega la domanda di mobilità 2019/2020 convalidata dall’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, con l’attribuzione del punteggio riconosciuto per titoli di merito, di servizio e familiari, nonché con il riconoscimento o meno di determinate precedenze/preferenze spettanti.

Molti docenti, purtroppo, si troveranno a non vedersi riconosciuto nelle domande convalidate, il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie, né tantomeno, in sede di mobilità interprovinciale, la precedenza ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, spettante ai figli che assistono un genitore gravemente disabile.

Per tale motivo, il nostro Studio legale ha predisposto dei modelli di RECLAMO, che metteranno a disposizione dei docenti che ne faranno richiesta al nostro indirizzo email info@avvocatosaia.com,  da inviare all’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, entro il termine perentorio di 10 giorni dal ricevimento dell’email di “Notifica di convalida della domanda”.

PER ADERIRE / INFO

Per aderire o richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com, al fine di offrirti l’assistenza necessaria per la tutela dei diritti spettanti in materia di mobilità 2019/2020 e ricevere la documentazione necessaria per contestare le illegittimità riscontrate.

Si potranno richiedere ulteriori informazioni sul ricorso al seguente numero 091/7462637 o compilando il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni

TENIAMOCI IN CONTATTO

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

L’ILLEGITTIMITA’ DEL SILENZIO PER IL RICONOSCIMENTO DEL TITOLO ESTERO

Il docente che ha conseguito all’estero il titolo di abilitazione all’insegnamento, per poter insegnare in Italia, dovrà avviare una procedura di riconoscimento di tale titolo (c.d. omologazione), tramite la presentazione di un’apposita istanza da inoltrare al MIUR.

Il procedimento di omologazione del titolo abilitante all’insegnamento è disciplinato nel nostro Ordinamento dal D.Lgs. n. 206/2007, e prevede l’esame della domanda e della relativa documentazione entro un mese dalla presentazione della stessa da parte del MIUR, il quale potrebbe richiedere, qualora necessario, l’integrazione documentale.

Dal momento in cui la domanda presentata è considerata completa, decorre l’ulteriore termine di 120 giorni a disposizione del Ministero per concludere il procedimento.

Il procedimento si conclude con l’emanazione di un Decreto motivato, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Tuttavia, potrebbe accadere che il MIUR non rispetti i termini procedurali summenzionati, così arrecando un grave nocumento all’aspirante docente, che si vedrebbe costretto a subire, ingiustamente, uno slittamento della propria realizzazione professionale, personale oltre che economica.

A tal proposito, si ricorda che è giurisprudenza costante del TAR Roma di accogliere i ricorsi, per l’illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione, posto che il D.Lgs. 206/2007 stabilisce che il procedimento in questione deve concludersi nel termine di 4 mesi; e, conseguentemente, di ordinare all’Amministrazione di provvedere con un provvedimento espresso nel termine trenta giorni dalla sentenza.

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

LA DOMANDA DI MOBILITA’ SCUOLA 2019/2020: COSA ALLEGARE PER TUTELARSI?

Nei scorsi giorni il MIUR ha pubblicato l’Ordinanza Ministeriale n. 203 dell’08/03/2019, con la quale ha disciplinato la mobilità la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22 (per approfondimento clicca qui)

Al fine di partecipare alla procedura di mobilità per l’anno scolastico 2019/20 il docente dovrà inoltrare la relativa domanda, corredata di documenti/dichiarazioni, attraverso il portale ISTANZE-ONLINE del sito del MIUR, dall’11 marzo 2019 e fino al 5 aprile 2019.

Come già denunciato dal nostro Studio Legale, l’O.M. 203/2019 tuttavia presenta delle illegittimità:

– sia con riguardo al riconoscimento della precedenza ex art. 33, commi 5 e 7 della L. 104/92, per l’assistenza del genitore gravemente disabile, in ambito di mobilità interprovinciale (per approfondimento clicca qui);

– sia con riguardo al riconoscimento del punteggio per il servizio pre-ruolo prestato nella scuola paritaria (per approfondimento clicca qui).

Pertanto, al fine dell’eventuale proposizione di un ricorso avverso le suddette illegittimità, sarebbe opportuno allegare alla domanda di mobilità a.s. 2019/20 delle specifiche istanze, che consentano ai docenti di manifestare, sin da subito, l’interesse a tutelare i propri diritti.

Pertanto, al fine di ricevere la documentazione necessaria da allegare alla domanda di mobilità a.s. 2019/20, per contestare le illegittimità riscontrate (gratuitamente e senza impegno al conferimento dell’incarico) potete contattarci al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com o al numero telefonico 091/7462637

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Per aderire o richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com, al fine di offrirti l’assistenza necessaria per la compilazione corretta della domanda di mobilità 2019/2020 e ricevere la documentazione necessaria per contestare le illegittimità riscontrate.

Si potranno richiedere ulteriori informazioni sul ricorso al seguente numero 091/7462637 o compilando il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni

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MOBILITA’ SCUOLA 2019/2020 – RICONOSCIMENTO PRECEDENZA L. 104/92 EX ART. 33

Anche per il prossimo triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22, la procedura di mobilità interprovinciale non consente ai docenti di usufruire della precedenza spettante ai figli che assistono il genitore gravemente disabile ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92.

Tale precedenza consiste nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).

Più in particolare, l’art. 13 del C.C.N.I 2017/2018 ha riconosciuto tale precedenza soltanto ai docenti interessati alla mobilità provinciale, mentre per la mobilità interprovinciale il successivo art. 14 ha stabilito che “Il personale scolastico (parente, affine o affidatario) che intende assistere il familiare ai sensi dell’art. 33, commi 5 e 7, della legge n. 104/92, in qualità di referente unico, non è destinatario di una precedenza nell’ambito delle operazioni di mobilità; al fine di realizzare l’assistenza al familiare disabile, il personale interessato partecipa alle operazioni di assegnazione provvisoria, usufruendo della precedenza che sarà prevista dal CCNI sulla mobilità annuale”.

Detta disciplina regolamentare realizza una palese disparità di trattamento tra docenti che partecipano alla mobilità provinciale e quelli che, invece, partecipano alla mobilità interprovinciale.

Ed infatti, indipendentemente dalla fase di mobilità, l’art. 601 del D.Lgs. n. 297/94, stabilisce che: “Gli articoli 21 e 33 della legge quadro 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate si applicano al personale di cui al presente testo unico. Le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità”.

Pertanto, la distinzione operata dalla normativa regolamentare non trova alcun fondamento all’interno del quadro normativo di riferimento.

Diverse sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dal nostro Studio Legale in favore di docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto detta precedenza in sede di mobilità interprovinciale.

Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Palermo, Roma, Savona, Alessandria, Termini Imerese, Brindisi, Vercelli, Messina, Cagliari, Roma, Lodi, Potenza e Ravenna

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MOBILITA’ 2019/20: RICONOSCIMENTO SERVIZIO NELLA SCUOLA PARITARIA

La procedura di mobilità scolastica, anche per il prossimo triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22, non ha riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.

Il mancato riconoscimento del suddetto servizio pregiudica gravemente il docente sotto due diversi profili, ovvero sia in sede di mobilità che in sede di ricostruzione della carriera.

In sede di domanda di mobilità territoriale e professionale, infatti, il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie non è stato riconosciuto ai fini dell’attribuzione del punteggio da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale di titolarità, utile per ottenere il movimento richiesto.

Ed invero, la tabella allegata al n. 2 al CCNI 2017/2018 (TABELLA A) – Tabella di valutazione dei titoli ai fini dei trasferimenti a domanda e d’ufficio del personale docente ed educativo – con riferimento specifico alla valutazione dell’ANZIANITA’ DI SERVIZIO (Tabella A1, lettera B) e NOTE COMUNI), ha stabilito l’attribuzione di 6 punti per la mobilità volontaria e di 3 punti per la mobilità d’ufficio, limitatamente al servizio prestato nelle scuole statali, parificate o pareggiate, così escludendo il servizio prestato nelle scuole paritarie.

Sotto altro profilo, invece, il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie non viene riconosciuto in sede di ricostruzione della carriera, con notevole pregiudizio giuridico-economico per il docente ai fini dell’inquadramento negli scaglioni retributivi (cd. gradoni).

Più in particolare, il MIUR non valuta allo stesso modo il servizio pre-ruolo del docente ai fini della progressione stipendiale, con notevole disparità di trattamento tra il docente che ha prestato servizio nella scuola statale, pareggiata o parificata, ed il docente che, invece, ha prestato servizio nella scuola paritaria.

A tal proposito, si ricorda che ai sensi del comma 209, art. 1 L. 107/2015 la domanda di ricostruzione della carriera va presentata al Dirigente Scolastico nel periodo compreso tra il 1/09 ed il 31/12 di ciascun anno.   

Molte sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dal nostro Studio legale in favore dei docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.

Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Palermo, Termini Imerese, Catania, Messina, Napoli Nord, Velletri, Vittoria, Salerno, Foggia.

Anche il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa ha ritenuto in sede cautelare fondate le censure lamentate dai docenti in ordine alla violazione della L. n. 62 del 2000, della L. n. 107 del 2015 e del D.M. n. 94 del 2016 e la inosservanza dei principi di parità di trattamento e divieto di ingiusta discriminazione con riferimento alle tabelle di valutazione di cui all’O.M. 241/2016 (così anche dall’O.M. 221/2017), laddove, nel disciplinare la procedura di mobilità del personale docente, era stata prevista l’attribuzione di tre punti per ciascun anno di servizio pre-ruolo prestato nelle sole scuole statali, pareggiate e parificate, escludendo e considerando non valutabile il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie.

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