SOLUZIONI PER GLI ESODATI DELLA SCUOLA IN SEGUITO ALLA MOBILITA’ 2016/2017

Carissimi “DOCENTI”, dopo aver presentato la domanda di mobilità per l’anno scolastico 2016/2017, in qualità di docente assunto in ruolo ante a.s. 2014/2015 (fase B1 della mobilità), ovvero in qualità di docente proveniente dalle GAE, assunto in ruolo nell’a.s. 2015/2016 con il piano straordinario ex L. 107/2015 (fase C della mobilità), vi siete ritrovati, ancora un volta, a dover rimanere nella sede di titolarità, assegnata a migliaia di chilometri distante da casa, e ciò a causa del fallimento delle successive domande di mobilità e delle aspettative maturate in ordine al tanto auspicato intervento legislativo correttivo della Legge c.d. “Buona Scuola”, nonostante la recente pronuncia del TAR Lazio, con la quale ha riconosciuto l’ERRORE dell’algoritmo utilizzato dal MIUR nella mobilità 2016/2017.

Molte sono state le pronunce dei Tribunali del Lavoro che hanno visto accogliere i ricorsi dei docenti dei Docenti della Fase B1 surclassati dai docenti della Fase B3 (docenti delle GM del concorso 2012), e dei ricorsi dei Docenti della Fase C superati, oltre che dai docenti della fase B3, anche dai docenti della successiva fase D.

Si evidenzia che dette pronunce sono recentissime, proprio perché i ricorsi promossi nell’anno 2016, dinnanzi al Giudice del Lavoro, sono stati definiti in questi giorni.

In particolare, i Tribunali Siciliani di Catania e di Palermo hanno accolto le ragioni dei docenti della fase B1 della mobilità a.s. 2016/2017, e così anche il Tribunale di Enna che, con diverse pronunce, ha disposto il trasferimento dei docenti della fase C nella sede prescelta, patrocinati dal nostro Studio Legale.

Si ricorda che è ancora possibile promuovere ricorso dinnanzi al Giudice del Lavoro avverso la mobilità scolastica a.s. 2016/2017.

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Si potranno richiedere ulteriori informazioni sul ricorso al seguente numero 091/7462637 o compilando il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

RICORSI MOBILITA’ SCUOLA 2019/2020

Anche per quest’ultima mobilità a.s. 2019/2020 i Giudici del Lavoro hanno accolto i nostri ricorsi d’urgenza promossi dai docenti che non avevano ottenuto il trasferimento interprovinciale, ordinando al MIUR il trasferimento presso il comune di residenza del genitore gravemente disabile (per approfondimento clicca qui).

Il principio ormai consolidatosi nelle diverse pronunce giurisprudenziali è che l’art. 33, commi 5 e 7 della L. 104/92, posto a tutela l’assistenza del genitore gravemente disabile, trova limite nella normativa regolamentare (art. 13 del CCNI), laddove la precedenza viene riconosciuta soltanto in caso di trasferimento nell’ambito della stessa provincia, e pertanto deve ritenersi nulla ex art. 1418 c.c., per violazione di norma imperativa.

Come più volte denunciato dal nostro Studio Legale, diverse sono le illegittimità dell’O.M. 203/2019, con la quale il MIUR ha disciplinato la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22, riguardanti sia:

– il riconoscimento della precedenza ex art. 33, commi 5 e 7 della L. 104/92, per l’assistenza del genitore gravemente disabile, in ambito di mobilità interprovinciale (per approfondimento clicca qui);

– il riconoscimento del punteggio per il servizio pre-ruolo prestato nella scuola paritaria (per approfondimento clicca qui);

– il riconoscimento dell’assegnazione temporanea triennale di genitori con figli minori fino a tre anni di età, ai sensi dell’art. 42 bis del D.lgs. 151/01 (per approfondimento clicca qui).

Come se non bastasse, in seguito alla pubblicazione dei movimenti, molti docenti hanno avuto la possibilità di gioire (per pochi attimi) per l’ottenimento del trasferimento tanto bramato, salvo poi vedersi revocare il trasferimento, in quanto annullato o rettificato, a causa dell’errore del MIUR, che ha utilizzato nella procedura di mobilità i posti che, invece, erano da destinarsi alle nuove assunzioni in ruolo (per approfondimento clicca qui).

Nel caso di mancato trasferimento e di mancata assegnazione provvisoria si potrà proporre ricorso d’urgenza (ex art. 700 c.p.c.) dinnanzi al Giudice del Lavoro, territorialmente competente, al fine di ottenere il trasferimento nella sede scolastica legittimamente spettante.

Nel caso, invece, di ottenimento dell’assegnazione provvisoria si potrà comunque proporre ricorso ordinario dinnanzi al Giudice del Lavoro avverso in mancato trasferimento interprovinciale.

Diversi sono stati i Tribunali che hanno accolto i ricorsi promossi dal nostro Studio Legale in materia di mobilità, ormai da svariati anni a caldeggiare le giuste ragioni dei docenti, per tutelare al meglio i loro diritti.

Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Palermo, Roma, Padova, Enna, Savona, Alessandria, Termini Imerese.

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

VITTORIA MOBILITA’ 2019/2020! DUE DOCENTI TRASFERITI DAL TRIBUNALE DI PALERMO

Il Tribunale di Palermo, con due Ordinanze del 20/08/2019, ha accolto totalmente due ricorsi d’urgenza ex art. 700 c.p.c, promossi da docenti siciliani che, in seguito alla mobilità interprovinciale per l’a.s. 2019/2020, si era visto negare il riconoscimento della precedenza per assistere il genitore gravemente disabile.

Più in particolare, i docenti di genitori gravemente disabili, in seguito al mancato riconoscimento della precedenza spettante ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, nella mobilità interprovinciale, sono stati privati del trasferimento nella sede scolastica più vicina alla residenza del genitore disabile.

Pertanto, sulla scorta delle difese spiegate dall’Avv. Maria Saia, il Tribunale di Palermo ha stabilito che: “In accoglimento della proposta domanda cautelare, dichiara il diritto della ricorrente alla valutazione del titolo di precedenza previsto dall’art. 33, commi 5 e 7, della legge 104/92 con riferimento alla relativa classe di concorso e secondo l’ordine delle preferenze indicato nella istanza ritualmente presentata in via amministrativa; PER L’EFFETTO ORDINA IN VIA CAUTELARE ALL’AMMINISTRAZIONE CONVENUTA DI TRASFERIRE LA RICORRENTE PRESSO LA SCUOLA SPETTANTELE IN BASE AL PUNTEGGIO RICONOSCIUTO ANCHE IN FORZA DEL TITOLO DI PRECEDENZA DI CUI SOPRA ED IN BASE ALLE PRIORITA’ INDICATE NELLA DOMANDA DI TRASFERIMENTO”.

Per ulteriori approfondimenti clicca sul seguente articolo RICORSO D’URGENZA PER MANCATO TRASFERIMENTO MOBILITA’ A.S. 2019/2020

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

 

VITTORIA AL TAR – ITP INSERITI IN II FASCIA G.I.

Con Sentenza n. 12089/2017 del 06/12/2017, il TAR Lazio, Sede di Roma, ha accolto il ricorso promosso dall’Avv. Maria Saia, unitamente agli avv.ti Leone-Fell, avverso il D.M. MIUR 374/2017 dell’1 giugno 2017, avente ad oggetto la disciplina per l’aggiornamento della II e della III fascia delle Graduatorie di circolo e di istituto del personale docente ed educativo, per il triennio scolastico 2017/18, 2018/19 e 2019/20, nella parte in cui all’art. 2, comma 1, lettera A), non consentiva agli Insegnanti Tecnico Pratici (ITP) l’inserimento nella predetta II fascia.

Più in particolare si legge nella Sentenza che “il D.M. impugnato deve ritenersi illegittimo e va annullato nella parte in cui all’art.2 esclude dalla possibilità di inserimento nella II fascia delle Graduatorie di circolo e di istituto i docenti ITP che abbiano acquisito il titolo prima delle modifiche introdotte con il Decreto Ministeriale n. 249 del 10 settembre 2010, fatti salvi gli eventuali ulteriori provvedimenti dell’amministrazione circa la verifica dell’effettivo possesso del titolo e la specifica corrispondenza delle “nuove” classi di insegnamento per cui ciascun docente abbia presentato domanda di inserimento ai sensi dell’All. B del d.P.R. n. 19/2016 con quelle per cui l’insegnamento era consentito dal titolo di studio conseguito ai sensi dell’Allegato C al D.M. n. 39/1998”.

Giustizia è stata fatta!

Nel ricorso, invero, è stato messo in evidenza come gli ITP siano stati ingiustamente esclusi dall’inserimento nella II fascia delle G.I. a causa dell’impossibilità oggettiva di acquisire l’abilitazione all’insegnamento, e ciò in quanto il MIUR non ha mai attivato, dal 2010 ad oggi, alcun ciclo di TFA.

Infatti, la previsione della necessaria abilitazione per le classi di concorso riferite agli ITP (All. B del d.P.R. n. 19/2016), all’interno del DM di aggiornamento, realizza inequivocabilmente una ingiustificata disparità di trattamento tra docenti che hanno potuto conseguire l’abilitazione e, pertanto, inseriti in II fascia delle G.I., e i docenti, come i ricorrenti, che non hanno avuto la possibilità oggettiva di conseguire il relativo titolo, entro la scadenza del termine per la presentazione della domanda.

Ci auspichiamo per il futuro che la posizione degli ITP possa consolidarsi anche in sede amministrativa.

INFO

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