CALCIO – LA CORTE SPORTIVA DI APPELLO ACCOGLIE IL NOSTRO RICORSO

Il referto dell’arbitro fino a che punto fa piena prova?

Un’importante società sportiva dell’Agrigentino, in seguito alla disputa, nello scorso mese di gennaio, di una partita di calcio a 5 nell’ambito del campionato di C2, si è vista costretta a ricorrere avverso il provvedimento del Giudice Sportivo Territoriale, con il quale, sulla scorta di quanto riportato nel referto arbitrale, ha ritenuto di dover inibire il Presidente fino al 30/06/2019 e squalificare alcuni calciatori per tre giornate di gara.

Più in particolare, al Presidente veniva contestato un “contegno aggressivo nei confronti dell’arbitro, lanciando altresì un giubbino all’indirizzo dello stesso, colpendolo alla testa con la cinghietta della cerniera, provocando un bernoccolo, a fine gara, dopo avere scavalcato la ringhiera che delimita il terreno di gioco”, mentre ai giocatori veniva contestato un “grave contegno irriguardoso nei confronti dell’arbitro a fine gara”.

Orbene, sulla scorta dell’infondatezza dei fatti addebitati, la Società Sportiva Agrigentina addiveniva alla decisione di impugnare i suddetti provvedimenti disciplinari, proponendo appello presso la Corte Sportiva di Appello Territoriale 20 (CSAT 20), considerato che:

  1. Il Presidente non era indicato in distinta per cui l’identificazione fattane dal DDG era del tutto arbitraria e che i fatti così come riportati in referto e allo stesso addebitati non erano mai stati commessi nemmeno da altri soggetti;
  2. per quanto attiene le squalifiche a carico dei calciatori queste apparivano sproporzionate in ragione del fatto che costoro si erano limitati solo a delle proteste verbali.

Con Provvedimento del 05/02/2019 (C.U. 291), la CSAT 20 ha ritenuto di accogliere il ricorso, promosso dall’Avv. Maria Saia, “in ordine al quantum della sanzione poiché il lancio del giubbino all’indirizzo del DDG deve essere considerato alla stregua di un fatto gravemente offensivo dovendosi escludere in capo all’autore ogni volontà di voler arrecare un danno fisico in ragione dell’inidoneità dell’oggetto usato. La lamentata tumefazione causata dalla cinghietta della cerniera deve considerarsi del tutto casuale e non prevedibile senza contare che quanto riferito dall’arbitro deve, in assenza di qualsivoglia certificazione medica, considerarsi, sicuramente, di piccola entità e del tutto transitoria tanto da non lasciarne traccia alcuna per la qual cosa si ritiene di rideterminare a tutto il 15 maggio 2019 l’inibizione a carico del Presidente.

Ai sensi dell’art. 35, comma 1.1. del C.G.S. “I rapporti dell’arbitro, degli assistenti, del quarto ufficiale e i relativi eventuali supplementi fanno piena prova circa il comportamento di tesserati in occasione dello svolgimento delle gare”.

Ci auspichiamo per il futuro che la Giustizia Sportiva possa offrire maggiori possibilità di difesa avverso i referti arbitrali.

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

 

SI VINCE ANCORA! RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA CON RICONOSCIMENTO DEL SERVIZIO PRE-RUOLO PARITARIA E STATALE

Il Tribunale di Termini Imerese, con Sentenza n. 28 del 16/01/2019, ha accolto il ricorso promosso dalla docente che per UNDICI ANNI aveva prestato servizio nella SCUOLA PARITARIA, così anche con la Sentenza n. 29 del 16/01/2019, il medesimo Tribunale ha accolto il ricorso promosso dalla docente che per QUATTORDICI ANNI aveva prestato servizio nella SCUOLA STATALE, riconoscendo in entrambi i casi l’anzianità di servizio maturata durante gli anni di precariato.

Più in particolare, il Tribunale di Termini Imerese ha ritenuto che “alla ricorrente, nell’ambito delle supplenze via via affidate, di durata sempre superiore ai 180 giorni, avrebbe dovuto essere riconosciuta l’anzianità di servizio in relazione al periodo lavorativo svolto in precedenza in servizi pre-ruolo, non essendo giustificato escluderne la rilevanza solo perchè prestato nell’ambito di rapporti a tempo determinato presso scuole paritarie. La ricorrente, infatti, nell’ambito delle supplenze affidate, ha svolto le medesime mansioni affidate al personale docente di ruolo, maturando un’esperienza del tutto conforme a quella del personale assunto a tempo indeterminato. …Ne consegue, essendo stata la ricorrente reiteratamente assunta con contratti a termine (come emerge dalla documentazione in atti), di durata superiore a 180 giorni, la condanna del M.I.U.R. al versamento in favore della stessa degli incrementi retributivi connessi all’anzianità di servizio maturata in relazione al CCNL tempo per tempo vigente, considerati tutti i contratti a termine di durata non inferiore a 180 giorni complessivi nell’arco di ciascun anno di servizio, oltre interessi dalla data di maturazione dei singoli ratei al soddisfo”.

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

 

 

SI CONTINUA A VINCERE! TRIBUNALE DI ALESSANDRIA RICONOSCE LA PRECEDENZA L. 104/92 NELLA MOBILITA’ INTERPROVINCIALE

E così anche il Tribunale di Alessandria, dopo quello di Savona, Roma e Palermo, con l’Ordinanza del 09/01/2019, ha accolto il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c, promosso dalla docente agrigentina che, in seguito alla mobilità interprovinciale per l’a.s. 2018/2019, si era visto negare il riconoscimento della precedenza per assistere il genitore gravemente disabile.

Più in particolare, i docenti di genitori gravemente disabili, in seguito al mancato riconoscimento della precedenza spettante ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, nella mobilità interprovinciale, sono stati privati del trasferimento nella sede scolastica più vicina alla residenza del genitore disabile.

Pertanto, sulla scorta delle difese spiegate dall’Avv. Maria Saia, il Tribunale di Alessandria ha accolto il ricorso promosso contro il MIUR, ritenendo che «Questa limitazione del diritto di precedenza (di cui all’art. 13 CCNL), nella mobilità interprovinciale, a favore dei soli genitori e del coniuge del soggetto affetto da handicap, contrasta frontalmente con l’art. 33 L. 104/1992 che ha portata decisamente più ampia, comprendendo tra i soggetti tutelati, oltre al coniuge, il lavoratore che assiste una persona con handicap grave che sia sua “parente o affine entro il secondo grado” (per quanto qui rileva, vi è quindi compreso il figlio che assiste il genitore disabile grave, che è suo parente di primo grado). / Tale limitazione non appare in alcun modo giustificata da esigenze pubblicistiche relative alla possibilità di assegnazione della sede (desumibili dall’inciso “ove possibile” contenuto nella norma di legge), perché si tratta di una previsione generale ed astratta, che, in quanto tale, non tiene conto di alcuna concreta ed effettiva esigenza di pubblico interesse, idonea a limitare la possibilità dell’assegnazione della specifica sede di lavoro a cui il parente o affine del disabile avrebbe diritto per legge. / L’art. 13 del CCNI è, pertanto, una clausola contrattuale affetta da nullità per violazione di norma imperativa, nella parte in cui non riconosce la precedenza nei trasferimenti, anche interprovinciali, per tutti i soggetti previsti dall’art. 33 L. 104/1992, che è norma posta a tutela di un diritto costituzionale del soggetto disabile all’assistenza, e che ammette limitazioni unicamente per l’impossibilità di darvi attuazione in ragione di un pubblico interesse dell’Amministrazione datrice di lavoro del parente, da valutarsi in relazione al caso concreto ed al singolo posto di lavoro».

Per ulteriori approfondimenti clicca sul seguente articolo RICORSO D’URGENZA PER MANCATO TRASFERIMENTO MOBILITA’ A.S. 2018/2019

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

 

 

VITTORIA! ANCHE IL TRIBUNALE DI SAVONA RICONOSCE LA PRECEDENZA L. 104/92 NELLA MOBILITA’ INTERPROVINCIALE

Il Tribunale di Savona, così come il Tribunale di Roma e di Palermo, con Ordinanza del 18/12/2018, ha accolto il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c, promosso dalla docente calabrese che, in seguito alla mobilità interprovinciale per l’a.s. 2018/2019, si era visto negare il riconoscimento della precedenza per assistere il genitore gravemente disabile.

Più in particolare, i docenti di genitori gravemente disabili, in seguito al mancato riconoscimento della precedenza spettante ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, nella mobilità interprovinciale, sono stati privati del trasferimento nella sede scolastica più vicina alla residenza del genitore disabile.

Pertanto, sulla scorta delle difese spiegate dall’Avv. Maria Saia, il Tribunale di Savona ha accolto il ricorso promosso contro il MIUR, ritenendo che “Il CCNI per la mobilità del personale docente, educativo e ATA scuola per l’a.s. 2017/2018, prorogato anche per l’a.s. 2018/2019, prevede all’art. 13 comma 1 punto IV la precedenza ai genitori anche adottivi del disabile in situazione di gravità e, successivamente, “la precedenza per l’assistenza al coniuge e, limitatamente ai trasferimenti nella stessa provincia, al solo figlio individuato come referente unico che presta assistenza al genitore disabile in situazione di gravità”. Questa limitazione del diritto di precedenza, nella mobilità interprovinciale, a favore dei soli genitori e del coniuge del soggetto affetto da handicap, contrasta con l’art. 33 L. 104/1992 che ha portata più ampia e comprende tra i soggetti tutelati il lavoratore che assiste una persona con handicap grave che sia sua “parente o affine entro il secondo grado(compreso, quindi, anche il docente che assiste la madre disabile grave)… Deve, quindi, ritenersi che l’art. 13 CCNI, nella parte richiamata, sia in contrasto con una norma imperativa posta a tutela di un diritto costituzionale del soggetto disabile all’assistenza che non ammette una generalizzata ed astratta riduzione delle possibilità di trasferimenti.”. Per tale motivo il Tribunale di Savona ha ordinato “al Ministero convenuto di riconoscere alla ricorrente l’applicazione del diritto di precedenza ex art. 33 comma 5 L. 104/92 in riferimento al suo trasferimento interprovinciale”.

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GAE – IL TAR ACCOGLIE IL NOSTRO RICORSO

Con Sentenza n. 11597/2018 del 29/11/2018, il TAR Lazio, Sede di Roma, ha accolto il ricorso promosso dall’Avv. Maria Saia, avverso il D.M. MIUR N. 506 del 19/06/2018 avente ad oggetto la disciplina per l’ “Aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo, valevoli per il triennio scolastico 2014/2017 e prorogate fino all’a.s. 2018/19 ai sensi della Legge 25 febbraio 2016 n. 21 – Operazioni di carattere annuale”, nella parte in cui, pur prevedendo l’aggiornamento e lo scioglimento della riserva dei docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento per l’a.s. 2018/2019, tuttavia, non consentiva la presentazione della domanda di reinserimento in graduatoria da parte dei docenti che, come per i ricorrenti, erano già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, ma cancellati a causa dell’omessa presentazione della domanda di aggiornamento di quest’ultimi, in occasione della loro periodica ripubblicazione.

Più in particolare si legge nella Sentenza che “La mancata presentazione della domanda comporta la cancellazione dalla graduatoria per gli anni scolastici successivi. A domanda dell’interessato, da presentarsi entro il medesimo termine, è consentito il reinserimento nella graduatoria, con il recupero del punteggio maturato all’atto della cancellazione»

Il Tar, pertanto, ha annullato i provvedimenti impugnati, disponendo l’inserimento dei ricorrenti nelle graduatorie.

Anche in questo caso giustizia è stata fatta!

Ci auspichiamo per il futuro che la posizione dei depennati dalle GAE possa consolidarsi anche in sede amministrativa.

A tal proposito si ricorda l’avvio della procedura concorsuale straordinaria di cui al Bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 89 del 09/11/2018 avente ad oggetto il “Concorso straordinario per titoli ed esami per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, indetto ai sensi dell’articolo 4, comma 1 -quater , lettera b) , del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, recante: «Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese»”.

Le domande si potranno presentare in via telematica, tramite POLIS, dalle ore 9:00 di giorno 12 novembre 2018 e fino alle ore 23.59 di giorno 12 dicembre.

Il concorso è riservato ai soli docenti abilitati di infanzia e primaria (in possesso del diploma magistrale o del diplomata sperimentale a indirizzo linguistico, purché conseguito entro l’a.s. 2001/2002, ovvero la laurea in Scienze della Formazione Primaria), che abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due anni di servizio specifico, presso le istituzioni scolastiche statali.

Si tratta di una procedura concorsuale “agevolata” che consentirà al docente di accedere al ruolo con il superamento di una sola prova concorsuale orale, di natura didattico-metodologica, che si concluderà con l’inserimento nelle Graduatorie di Merito Straordinarie Regionali, a cui il MIUR attingerà per le future assunzioni in ruolo.

Pertanto, in tempi molto brevi, il solo docente di infanzia-primaria abilitato potrà essere assunto a tempo indeterminato.

TUTTAVIA, LA PROCEDURA IN QUESTIONE È RISERVATA AI SOLI DOCENTI ABILITATI, CON DUE ANNI DI SERVIZIO STATALE, PRESTATO NEGLI ULTIMI OTTO ANNI SCOLASTICI.

Nonostante le recenti pronunce giurisdizionali hanno visto accogliere i ricorsi dei docenti di Scuola Superiore di I e II grado, illegittimamente esclusi dal Concorso Straordinario, anche per i docenti di Infanzia-Primaria si impone la medesima necessità di ricorrere alle aule di Tribunale per poter partecipare al prossimo CONCORSO STRAORDINARIO.

Ed invero, dall’esame del Bando si evincono immediatamente le illegittimità delle cause di esclusione dei seguenti docenti abilitati:

– che non hanno prestato il servizio minimo richiesto;

– che hanno prestato il servizio minimo richiesto nelle scuole non statali.

Con riguardo ai docenti abilitati che non hanno prestato il servizio minimo richiesto, o che l’hanno prestato nelle scuole non statali, l’illegittimità consiste nella disparità di trattamento e nella violazione delle disposizioni vigenti in ordine all’equivalenza del servizio di docenza prestato presso qualsiasi istituzione scolastica statale e non.

Molte sono state, infatti, le pronunce giudiziarie, sia in sede Amministrativa che Ordinaria, che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.

Sulla scorta di quanto precede, sarà avviata un’azione collettiva volta all’annullamento del Bando nei sensi sopra specificati.

Il nostro studio legale ha, dunque, predisposto un’azione per contestare l’ingiusta esclusione.

Pertanto, si potrà aderire al ricorso collettivo entro il 12/12/2018, al costo di €. 150,00, da promuovere dinnanzi al TAR Lazio sede di Roma

PER ADERIRE

Per aderire al ricorso scarica la seguente modulistica, da inviare entro il 12/12/2018, a mezzo posta, al seguente indirizzo:

Studio Legale SAIA, Via Giacomo Cusmano n. 3, 90141 Palermo

INFO

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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia

 

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