GAE – IL TAR ACCOGLIE IL NOSTRO RICORSO

Con Sentenza n. 11597/2018 del 29/11/2018, il TAR Lazio, Sede di Roma, ha accolto il ricorso promosso dall’Avv. Maria Saia, avverso il D.M. MIUR N. 506 del 19/06/2018 avente ad oggetto la disciplina per l' “Aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo, valevoli per il triennio scolastico 2014/2017 e prorogate fino all'a.s. 2018/19 ai sensi della Legge 25 febbraio 2016 n. 21 - Operazioni di carattere annuale”, nella parte in cui, pur prevedendo l'aggiornamento e lo scioglimento della riserva dei docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento per l'a.s. 2018/2019, tuttavia, non consentiva la presentazione della domanda di reinserimento in graduatoria da parte dei docenti che, come per i ricorrenti, erano già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, ma cancellati a causa dell'omessa presentazione della domanda di aggiornamento di quest'ultimi, in occasione della loro periodica ripubblicazione.


Più in particolare si legge nella Sentenza che “La mancata presentazione della domanda comporta la cancellazione dalla graduatoria per gli anni scolastici successivi. A domanda dell’interessato, da presentarsi entro il medesimo termine, è consentito il reinserimento nella graduatoria, con il recupero del punteggio maturato all’atto della cancellazione»


Il Tar, pertanto, ha annullato i provvedimenti impugnati, disponendo l’inserimento dei ricorrenti nelle graduatorie.


Anche in questo caso giustizia è stata fatta!


Ci auspichiamo per il futuro che la posizione dei depennati dalle GAE possa consolidarsi anche in sede amministrativa.


A tal proposito si ricorda l’avvio della procedura concorsuale straordinaria di cui al Bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 89 del 09/11/2018 avente ad oggetto il “Concorso straordinario per titoli ed esami per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, indetto ai sensi dell’articolo 4, comma 1 -quater , lettera b) , del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, recante: «Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese»”.


Le domande si potranno presentare in via telematica, tramite POLIS, dalle ore 9:00 di giorno 12 novembre 2018 e fino alle ore 23.59 di giorno 12 dicembre.


Il concorso è riservato ai soli docenti abilitati di infanzia e primaria (in possesso del diploma magistrale o del diplomata sperimentale a indirizzo linguistico, purché conseguito entro l’a.s. 2001/2002, ovvero la laurea in Scienze della Formazione Primaria), che abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due anni di servizio specifico, presso le istituzioni scolastiche statali.


Si tratta di una procedura concorsuale “agevolata” che consentirà al docente di accedere al ruolo con il superamento di una sola prova concorsuale orale, di natura didattico-metodologica, che si concluderà con l’inserimento nelle Graduatorie di Merito Straordinarie Regionali, a cui il MIUR attingerà per le future assunzioni in ruolo.


Pertanto, in tempi molto brevi, il solo docente di infanzia-primaria abilitato potrà essere assunto a tempo indeterminato.


TUTTAVIA, LA PROCEDURA IN QUESTIONE È RISERVATA AI SOLI DOCENTI ABILITATI, CON DUE ANNI DI SERVIZIO STATALE, PRESTATO NEGLI ULTIMI OTTO ANNI SCOLASTICI.


Nonostante le recenti pronunce giurisdizionali hanno visto accogliere i ricorsi dei docenti di Scuola Superiore di I e II grado, illegittimamente esclusi dal Concorso Straordinario, anche per i docenti di Infanzia-Primaria si impone la medesima necessità di ricorrere alle aule di Tribunale per poter partecipare al prossimo CONCORSO STRAORDINARIO.


Ed invero, dall’esame del Bando si evincono immediatamente le illegittimità delle cause di esclusione dei seguenti docenti abilitati:


- che non hanno prestato il servizio minimo richiesto;


- che hanno prestato il servizio minimo richiesto nelle scuole non statali.


Con riguardo ai docenti abilitati che non hanno prestato il servizio minimo richiesto, o che l’hanno prestato nelle scuole non statali, l’illegittimità consiste nella disparità di trattamento e nella violazione delle disposizioni vigenti in ordine all’equivalenza del servizio di docenza prestato presso qualsiasi istituzione scolastica statale e non.


Molte sono state, infatti, le pronunce giudiziarie, sia in sede Amministrativa che Ordinaria, che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.


Sulla scorta di quanto precede, sarà avviata un’azione collettiva volta all’annullamento del Bando nei sensi sopra specificati.


Il nostro studio legale ha, dunque, predisposto un’azione per contestare l’ingiusta esclusione.


Pertanto, si potrà aderire al ricorso collettivo entro il 12/12/2018, al costo di €. 150,00, da promuovere dinnanzi al TAR Lazio sede di Roma


PER ADERIRE


Per aderire al ricorso scarica la seguente modulistica, da inviare entro il 12/12/2018, a mezzo posta, al seguente indirizzo:


Studio Legale SAIA, Via Giacomo Cusmano n. 3, 90141 Palermo


INFO


Per richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com - oppure contattaci al seguente numero 091/7462637 o compila il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni


TENIAMOCI IN CONTATTO


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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia


 


PUBBLICATO IN G.U. IL BANDO DEL CONCORSO SCUOLA INFANZIA-PRIMARIA

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 89 del 09/11/2018 il Bando avente ad oggetto il “Concorso straordinario per titoli ed esami per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno, indetto ai sensi dell’articolo 4, comma 1 -quater , lettera b) , del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, recante: «Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese»”.


Le domande si potranno presentare in via telematica, tramite POLIS, dalle ore 9:00 di giorno 12 novembre 2018 e fino alle ore 23.59 di giorno 12 dicembre.


Il concorso è riservato ai soli docenti abilitati di infanzia e primaria e che abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due anni di servizio specifico, presso le istituzioni scolastiche statali.


I “Requisiti di ammissione” sono stabiliti dall’art. 3, ed in particolare sono ammessi a partecipare i docenti in possesso dei seguenti titoli:




  1. titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, purché i docenti in possesso dei predetti titoli abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici (2010/11-2017/2018), presso le istituzioni scolastiche statali, almeno due annualità di servizio specifico rispettivamente sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno. Il servizio a tempo determinato è valutato ai sensi dell’art. 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124;

  2. diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002, purché i docenti in possesso dei predetti titoli abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici (2010/11-2017/2018), presso le istituzioni scolastiche statali almeno due annualità di servizio specifico, rispettivamente sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno. Il servizio a tempo determinato è valutato ai sensi dell’art. 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124;

  3. per le procedure per i posti di sostegno su infanzia e primaria, oltre al possesso di uno dei titoli di cui alle lettere a) e b) , è richiesto il possesso dello specifico titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente.

  4. Sono ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito il titolo abilitante o la specializzazione sul sostegno all’estero, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, entro la data termine per la presentazione delle istanze per la partecipazione alla procedura concorsuale.

  5. Sono, altresì, ammessi con riserva alla procedura concorsuale per posti di sostegno i docenti che conseguano il relativo titolo di specializzazione entro il 1° dicembre 2018, nell’ambito di percorsi avviati entro il 31 maggio 2017, ivi compresi quelli disciplinati dal decreto del Ministro 10 marzo 2017, n. 141, come modificato dal decreto 13 aprile 2017, n. 226.


TUTTAVIA, LA PROCEDURA IN QUESTIONE È RISERVATA AI SOLI DOCENTI ABILITATI, CON DUE ANNI DI SERVIZIO STATALE, PRESTATO NEGLI ULTIMI OTTO ANNI SCOLASTICI.


Nonostante le recenti pronunce giurisdizionali hanno visto accogliere i ricorsi dei docenti di Scuola Superiore di I e II grado, illegittimamente esclusi dal Concorso Straordinario, anche per i docenti di Infanzia-Primaria si impone la medesima necessità di ricorrere alle aule di Tribunale per poter partecipare al prossimo CONCORSO STRAORDINARIO.


Ed invero, dall’esame del Bando si evincono immediatamente le illegittimità delle cause di esclusione dei seguenti docenti abilitati:


- che non hanno prestato il servizio minimo richiesto;


- che hanno prestato il servizio minimo richiesto nelle scuole non statali.


Con riguardo ai docenti abilitati che non hanno prestato il servizio minimo richiesto, o che l’hanno prestato nelle scuole non statali, l’illegittimità consiste nella disparità di trattamento e nella violazione delle disposizioni vigenti in ordine all’equivalenza del servizio di docenza prestato presso qualsiasi istituzione scolastica statale e non.


Molte sono state, infatti, le pronunce giudiziarie, sia in sede Amministrativa che Ordinaria, che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.


Sulla scorta di quanto precede, sarà avviata un’azione collettiva volta all’annullamento del Bando nei sensi sopra specificati.


Il nostro studio legale ha, dunque, predisposto un’azione per contestare l’ingiusta esclusione.


Pertanto, si potrà aderire al ricorso collettivo entro il 25/11/2018, al costo di €. 150,00, da promuovere dinnanzi al TAR Lazio sede di Roma


PER ADERIRE


Per aderire al ricorso scarica la seguente modulistica, da inviare entro il 25/11/2018, a mezzo posta, al seguente indirizzo:


Studio Legale SAIA, Via Giacomo Cusmano n. 3, 90141 Palermo


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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia


 


CONCORSO STRAORDINARIO PER INFANZIA E PRIMARIA – LE ILLEGITTIMITA’

Il 26 ottobre 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto MIUR del 17 ottobre 2018 avente ad oggetto il “Concorso straordinario, per titoli ed esami, per il reclutamento di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune e di sostegno”.


Con tale DM il MIUR ha dettato la disciplina per le modalità di espletamento del prossimo concorso straordinario che riguarderà i soli docenti abilitati di infanzia e primaria (in possesso del diploma magistrale o del diplomata sperimentale a indirizzo linguistico, purché conseguito entro l’a.s. 2001/2002, ovvero la laurea in Scienze della Formazione Primaria), che abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due anni di servizio specifico, presso le istituzioni scolastiche statali.


Si tratta di una procedura concorsuale “agevolata” che consentirà al docente di accedere al ruolo con il superamento di una sola prova concorsuale orale, di natura didattico-metodologica, che si concluderà con l’inserimento nelle Graduatorie di Merito Straordinarie Regionali, a cui il MIUR attingerà per le future assunzioni in ruolo.


Pertanto, in tempi molto brevi, il solo docente di infanzia-primaria abilitato potrà essere assunto a tempo indeterminato.


TUTTAVIA, LA PROCEDURA IN QUESTIONE È RISERVATA AI SOLI DOCENTI ABILITATI, CON DUE ANNI DI SERVIZIO STATALE, PRESTATO NEGLI ULTIMI OTTO ANNI SCOLASTICI.


Nonostante le recenti pronunce giurisdizionali hanno visto accogliere i ricorsi dei docenti di Scuola Superiore di I e II grado, illegittimamente esclusi dal Concorso Straordinario, anche per i docenti di Infanzia-Primaria si impone la medesima necessità di ricorrere alle aule di Tribunale per poter partecipare al prossimo CONCORSO STRAORDINARIO.


Ed invero, dall’esame del DM del 17 ottobre 2018 si evincono immediatamente le illegittimità delle cause di esclusione dei docenti abilitati che non hanno prestato il servizio minimo richiesto, ovvero che hanno prestato servizio ma nelle scuole non statali.


Con riguardo ai docenti abilitati che non hanno prestato il servizio minimo richiesto, o che l’hanno prestato nelle scuole non statali, l’illegittimità consiste nella disparità di trattamento e nella violazione delle disposizioni vigenti in ordine all’equivalenza del servizio di docenza prestato presso qualsiasi istituzione scolastica statale e non.


Molte sono state, infatti, le pronunce giudiziarie, sia in sede Amministrativa che Ordinaria, che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.


Il nostro studio legale sta, pertanto, già predisponendo un’azione per contestare un’ingiusta disparità di trattamento.


Pertanto, sono aperte le preadesioni che ci consentiranno di istruire tempestivamente e con completezza la vostra pratica, con un’analisi mirata alla specifica posizione di ciascun partecipante.


Si precisa che tale adesione ha uno scopo soltanto preparatorio, è gratuita e non costituisce impegno al conferimento dell’incarico.


ADERIRE SENZA IMPEGNO


Per aderire compila il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio a quale categoria di docente appartieni:


p docente in possesso del diploma magistrale/laurea SFP che non ha prestato due anni di servizio negli ultimi otto anni scolastici;


p docente in possesso del diploma magistrale/laurea SFP che ha prestato due anni di servizio negli ultimi otto anni scolastici presso istituzioni scolastiche non statali;


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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia


 


 


 

ED E’ ANCORA VITTORIA! UN’ALTRA DOCENTE RITORNA DALLA PROPRIA FAMIGLIA

Anche il Tribunale di Palermo, dopo quello di Roma, con Ordinanza cronol. n. 40589/2018 del 24/10/2018, ha accolto il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c, promosso dalla docente trapanese che, in seguito alla mobilità interprovinciale per l’a.s. 2018/2019, si era visto negare il riconoscimento della precedenza per assistere il genitore gravemente disabile.


Più in particolare, i docenti di genitori gravemente disabili, in seguito al mancato riconoscimento della precedenza spettante ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, nella mobilità interprovinciale, sono stati privati del trasferimento nella sede scolastica più vicina alla residenza del genitore disabile.


Tale precedenza consiste, infatti, nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).


Pertanto, sulla scorta delle difese spiegate dall’Avv. Maria Saia, il Tribunale di Palermo, in accoglimento del ricorso, ha dichiarato il “diritto della ricorrente alla valutazione del titolo di precedenza previsto dall’art. 33, commi 5 e 7, della legge 104/92 con riferimento alla relativa classe di concorso e secondo l’ordine delle preferenze indicato nella istanza ritualmente presentata in via amministrativa; per l’effetto ordina in via cautelare all’amministrazione convenuta di trasferire la ricorrente presso la scuola spettantele in base al punteggio riconosciuto anche in forza del titolo di precedenza di cui sopra ed in base alle priorità indicate nella domanda di trasferimento”.



Per ulteriori approfondimenti clicca sul seguente articolo RICORSO D’URGENZA PER MANCATO TRASFERIMENTO MOBILITA’ A.S. 2018/2019


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Si potranno richiedere ulteriori informazioni sul ricorso al seguente numero 091/7462637 o compilando il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni


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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia


 


 

UN’ALTRA IMPORTANTE BATTAGLIA VINTA! RICONOSCIMENTO PRECEDENZA EX L. 104/92 NELLA MOBILITA’ INTERPROVINCIALE

Il Tribunale di Roma, con Ordinanza cronol. n. 79550/2018 del 06/09/2018, ha accolto il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c, promosso dalla docente trapanese, insegnante nella Scuola Primaria presso la sede di titolarità di Roma (assegnata ai sensi del comma 108, art. 1 della L. 107/2015), referente unico del genitore gravemente disabile, la quale non aveva ottenuto, in sede di mobilità interprovinciale per l’a.s. 2018/2019, il riconoscimento della precedenza ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33 L. 104/1992, illegittimamente riconosciuta ai soli docenti interessati alla mobilità provinciale.


Più in particolare, i docenti di genitori gravemente disabili, in seguito al mancato riconoscimento della precedenza spettante ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, nella mobilità interprovinciale, sono stati privati del trasferimento nella sede scolastica più vicina alla residenza del genitore disabile.


Tale precedenza consiste, infatti, nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).


Pertanto, sulla scorta delle difese spiegate dall’Avv. Maria Saia, il Tribunale di Roma ha ritenuto fondato e, dunque, meritevole di accoglimento il ricorso, considerato che “La risoluzione della controversia dipende dall’interpretazione della L. n.104 del 1992, art. 33, comma 5, come modificato dalla L. n.53 del 2000, e, successivamente, dall’articolo 24, comma 1, lettera b), della legge 4 novembre 2010, n.183, secondo cui il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado (…) “ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. Tale norma trova applicazione, ai sensi dell’art. 601 D.Lgs. 16.4.1994 n.297 – testo unico in materia di istruzione, “al personale di cui al presente testo unico” (co. 1), comportandone “la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità” (co. 2) […. Ciò posto, la richiesta avanzata dalla ricorrente, di riconoscimento diritto di precedenza ex art.33 L. n.104/92 in sede di mobilità interprovinciale (v. domanda telematica e contestuale domanda in forma cartacea, al fine di poter richiedere la fruizione del diritto di precedenza nel predetto trasferimento) appare fondata, risultando documentalmente provato che il padre della ricorrente è portatore di stato di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, co. 3, L. n.104/92, e che la ricorrente è referente unico del genitore in stato di disabilità in condizione di gravità.


Né osta al riconoscimento della fondatezza di tale diritto l’esistenza di una norma pattizia, contenuta nell’art. 13 CCNI 11.4.2017 (prorogato per l’a.s. 2018/2019), secondo cui, il beneficio in questione è riconosciuto al figlio individuato come referente unico che presta assistenza al genitore disabile in situazione di gravità, “limitatamente ai trasferimenti nella stessa provincia” (v. comma 1), mentre “Nei trasferimenti interprovinciali [...], laddove “Il figlio che assiste il genitore in situazione di gravità ha diritto ad usufruire della precedenza tra province diverse esclusivamente nelle operazioni di assegnazione provvisoria, fermo restando il diritto a presentare la domanda di mobilità”. Deve ritenersi, infatti, che la clausola pattizia appena citata, nel limitare il diritto di scelta prioritaria del dipendente, che assista con continuità il genitore in stato di handicap grave, alla sola fase A della mobilità (su base provinciale), escludendolo invece, per quel che qui interessa, nella mobilità interprovinciale, deve ritenersi nulla, a norma dell’art.1418 c.c., per contrasto con la norma imperativa di cui all’art.33 co. 5 L. 5.2.1992 n.104, che, come detto, ai sensi dell’art. 601 del T.U. 297/1994, comporta “la precedenza” non solo “all’atto della nomina in ruolo” o “dell’assunzione come non di ruolo”, ma anche “in sede di mobilità”. Ne consegue la sua disapplicazione, dovendo accordarsi la precedenza ai dipendenti tutelati da detta norma rispetto agli altri dipendenti in ciascuna fase delle procedure di trasferimento.



Per ulteriori approfondimenti clicca sul seguente articolo RICORSO D’URGENZA PER MANCATO TRASFERIMENTO MOBILITA’ A.S. 2018/2019


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BOLLO AUTO – IMPUGNAZIONE DELLA CARTELLA PER PRESCRIZIONE TRIENNALE

L’estate 2018 è risultata molto calda ai contribuenti, considerato che lo scorso mese di agosto hanno ricevuto dall’Ente di Riscossione la notifica di diverse cartelle esattoriali, aventi ad oggetto il pagamento delle tasse automobilistiche, precedentemente non versate all’Ente creditore.


Al fine di procedere con il pagamento della cartella, occorre innanzitutto verificare che la pretesa creditoria non sia effettivamente prescritta.


Ed infatti, i bolli auto non pagati entro la scadenza prevista non sono più dovuti qualora risultino prescritti.


Ebbene, occorre sapere che, i bolli auto hanno prescrizione molto breve. Essi, invero, si prescrivono nell’arco di tre anni.


Più precisamente, la prescrizione triennale inizia a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento.


A titolo esemplificativo, se il pagamento del bollo doveva essere effettuato entro il 31/01/2014, la prescrizione inizierà a decorrere dal 01/01/2015 e, dunque, spirerà il terzo anno successivo, ovvero in data 31/12/2017.


Pertanto, se durante quest’arco temporale l’Ente creditore non ha inviato al contribuente alcun avviso di pagamento del bollo auto dovuto, interruttivo dei termini prescrizionali, la cartella esattoriale non dovrà essere pagata.


Tuttavia, al fine di far valere la prescrizione del bollo auto, e dunque l’illegittimità della cartella esattoriale, è necessario che quest’ultima venga impugnata entro 60 giorni dalla notifica, per impedire all’Ente di Riscossione di procedere con il recupero forzoso del credito (quale ad es. pignoramento, fermo amministrativo ecc.).


Tipologia di ricorso


Il ricorso giudiziario va proposto dinnanzi la Commissione Tributaria Provinciale competente entro 60 giorni dalla notifica


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