RICORSO D’URGENZA PER MANCATO TRASFERIMENTO MOBILITA’ A.S. 2018/2019

Nei primi giorni del mese di giugno sono stati pubblicati gli esiti della mobilità dei docenti per l’a.s. 2018/2019.


Tuttavia, per molti di loro è svanita la speranza di potersi ricongiungere con gli affetti più cari.


Più in particolare, i docenti di genitori gravemente disabili, in seguito al mancato riconoscimento della precedenza spettante ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, nella mobilità interprovinciale, sono stati privati del trasferimento nella sede scolastica più vicina alla residenza del genitore disabile.


Tale precedenza consiste, infatti, nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).  Per maggiori approfondimenti sull’argomento clicca qui


Per tale motivo, il nostro Studio legale ha supportato i predetti docenti:




Con riferimento a quest’ultima richiesta di conciliazione, si precisa che il CCNL Comparto Scuola 2006/2009, all’art. 135, comma 6 e seguenti, disciplina l’iter del procedimento, e più precisamente prevede che:


Comma 6 “Entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta l’amministrazione compie un primo esame sommario che può concludersi con l’accoglimento delle pretese del lavoratore. In caso contrario, deposita nel medesimo termine le proprie osservazioni presso l’ufficio di segreteria e la controparte potrà prenderne visione. Contestualmente al deposito l’Amministrazione individuerà il proprio rappresentante con potere di conciliare. La comparizione della parti per l’esperimento del tentativo di conciliazione è fissata, da parte dell’ufficio di segreteria di cui al comma 2, in una data compresa nei quindici giorni successivi al deposito delle osservazioni dell’amministrazione. L’ufficio di segreteria provvederà, all’atto della comparizione, all’identificazione dei soggetti che svolgono il tentativo di conciliazione, che sarà registrata nel verbale di cui ai commi 8 e 9”.


Comma 7 “Qualora la soluzione della controversia prospettata riguardi le materie della mobilità e delle assunzioni, l'amministrazione deve pubblicare all'albo dell'ufficio di segreteria di cui al comma 2, contestualmente al ricevimento, la richiesta di conciliazione, in modo da consentire agli eventuali terzi interessati di venire a conoscenza del contenzioso in atto e di far pervenire all'amministrazione loro eventuali osservazioni entro dieci giorni dalla pubblicazione della notizia. In questo caso il termine per il deposito delle osservazione da parte dell'amministrazione è fissato in dodici giorni dal ricevimento della richiesta".


Comma 8 “Il tentativo di conciliazione deve esaurirsi nel termine di cinque giorni dalla data di convocazione delle parti. Se il tentativo riesce, le parti sottoscrivono un processo verbale, predisposto dall'ufficio di segreteria..".


Comma 9 “In caso di mancato accordo tra le parti, l'ufficio di cui al comma 2 stilerà' un verbale di mancata conciliazione..”


Comma 10 “Qualora l'amministrazione non depositi nei termini le proprie osservazioni, l'ufficio di cui al comma 2 convocherà comunque le parti per lo svolgimento del tentativo di conciliazione”.


Cosa fare, dunque, nel caso di esito negativo della conciliazione?


Nel caso di esito negativo della conciliazione si potrà proporre ricorso d’urgenza (ex art. 700 c.p.c.) dinnanzi al Giudice del Lavoro, territorialmente competente, al fine di ottenere il trasferimento nella sede scolastica più vicina alla residenza del genitore disabile.


Diverse sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto detta precedenza in sede di mobilità interprovinciale.


Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Termini Imerese, Brindisi, Vercelli, Messina, Cagliari, Roma, Lodi, Potenza e Ravenna.


Anche il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa ha ritenuto in sede cautelare fondate le censure lamentate dai docenti in ordine alla violazione dell’art.33 della legge n.104 del 1992 da parte dell’O.M. 241/2016, nella parte in cui ha realizzato una disparità di trattamento tra docenti che hanno partecipano alla fase A della mobilità provinciale e docenti che, come i nostri ricorrenti, hanno partecipato alla fase C della mobilità interprovinciale.


PER ADERIRE / INFO


Per aderire o richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com, al fine di offrirti l’assistenza necessaria per la tutela dei diritti spettanti in materia di mobilità 2018/2019 e ricevere la documentazione necessaria per contestare le illegittimità riscontrate.


Si potranno richiedere ulteriori informazioni sul ricorso al seguente numero 091/7462637 o compilando il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni


TENIAMOCI IN CONTATTO


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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia


IL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE DA PROPORRE PER MANCATO TRASFERIMENTO SCUOLA

Lo scorso 1 giugno, a molti docenti della Scuola Primaria, è arrivata l’amara comunicazione, da parte del MIUR, di non essere stati trasferiti nella prima sede indicata nella domanda di mobilità interprovinciale a.s. 2018/2019, a causa del mancato riconoscimento della precedenza spettante ai figli che assistono un genitore gravemente disabile, ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92.


Per tale motivo, il nostro Studio legale ha predisposto un modello di RICHIESTA DI TENTATIVO DI CONCILIAZIONE, CON ISTANZA DI ACCESSO AGLI ATTI, che verrà inoltrato ai docenti che ne faranno richiesta al nostro indirizzo email info@avvocatosaia.com, da inviare all’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, entro il termine perentorio di 10 giorni dal ricevimento dell’email avente ad oggetto la “Procedura di mobilita' A.S. 2018/19. Invio Risultato del movimento”, con la quale il MIUR comunica il mancato ottenimento del movimento richiesto per l’a.s. 2018/19.


Ed infatti, anche per quest’anno scolastico, la procedura di mobilità interprovinciale non ha consentito ai docenti di usufruire della precedenza spettante ai figli che assistono il genitore gravemente disabile ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92.


Tale precedenza consiste nella possibilità riconosciuta al docente-figlio (quale referente unico) di essere trasferito/assegnato nel comune ove risulti domiciliato il genitore gravemente disabile (a carattere permanente).


Più in particolare, l’art. 13 del C.C.N.I 2017/2018 ha riconosciuto tale precedenza soltanto ai docenti interessati alla mobilità provinciale, mentre per la mobilità interprovinciale il successivo art. 14 ha stabilito che “Il personale scolastico (parente, affine o affidatario) che intende assistere il familiare ai sensi dell’art. 33, commi 5 e 7, della legge n. 104/92, in qualità di referente unico, non è destinatario di una precedenza nell’ambito delle operazioni di mobilità; al fine di realizzare l’assistenza al familiare disabile, il personale interessato partecipa alle operazioni di assegnazione provvisoria, usufruendo della precedenza che sarà prevista dal CCNI sulla mobilità annuale”.


Detta disciplina regolamentare realizza una palese disparità di trattamento tra docenti che partecipano alla mobilità provinciale e quelli che, invece, partecipano alla mobilità interprovinciale.


Ed infatti, indipendentemente dalla fase di mobilità, l’art. 601 del D.Lgs. n. 297/94, stabilisce che: “Gli articoli 21 e 33 della legge quadro 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate si applicano al personale di cui al presente testo unico. Le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità”.


Pertanto, la distinzione operata dall’O.M 207/2018 e dal CCNI 2017/2018 non trova alcun fondamento all’interno del quadro normativo di riferimento.


Diverse sono state le pronunce giudiziarie che hanno accolto i ricorsi promossi dai docenti, ai quali il MIUR non aveva riconosciuto detta precedenza in sede di mobilità interprovinciale.


Si ricordano in particolare le pronunce favorevoli dei Tribunali Ordinari di Termini Imerese, Brindisi, Vercelli, Messina, Cagliari, Roma, Lodi, Potenza e Ravenna.


Anche il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa ha ritenuto in sede cautelare fondate le censure lamentate dai docenti in ordine alla violazione dell’art.33 della legge n.104 del 1992 da parte dell’O.M. 241/2016, nella parte in cui ha realizzato una disparità di trattamento tra docenti che hanno partecipano alla fase A della mobilità provinciale e docenti che, come i nostri ricorrenti, hanno partecipato alla fase C della mobilità interprovinciale.


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Per aderire o richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com, al fine di offrirti l’assistenza necessaria per la tutela dei diritti spettanti in materia di mobilità 2018/2019 e ricevere la documentazione necessaria per contestare le illegittimità riscontrate.


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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia


RICOSTRUZIONE DELLA CARRIERA E LA VALUTAZIONE PER INTERO DEL PRE-RUOLO

In questi giorni molti docenti di ruolo stanno ricevendo il Decreto Ministeriale di ricostruzione della carriera in seguito alla presentazione della domanda al Dirigente Scolastico, avvenuta nel periodo compreso tra il 1/09 ed il 31/12 di ciascun anno, secondo quanto stabilito dal comma 209, art. 1 della L. 107/2015.


Tuttavia, il suddetto Decreto si limita, illegittimamente, a riconoscere il servizio pre-ruolo per intero soltanto per i primi quattro anni, mentre la parte eccedente viene valutata soltanto per 2/3 ai fini normativi ed economici, mentre il restante 1/3 viene riconosciuto ai soli fini economici.


Normativa


Il comma 1 dell’art. 485, D.Lgs. 297/1994, introduce la misura del riconoscimento, ai fini normativi ed economici, del servizio pre-ruolo prestato dal personale docente, fissando un periodo soglia entro cui questo viene riconosciuto per intero, ovvero per i primi 4 anni.


Per la parte eccedente i primi quattro anni, invece, il medesimo comma 1 stabilisce che il servizio pre-ruolo viene riconosciuto soltanto per due terzi ai fini economici e normativi, mentre il restante terzo viene riconosciuto ai soli fini economici.


A titolo esemplificativo, se il docente ha prestato 10 anni di servizio il Legislatore gli riconosce per intero soltanto i primi 4 anni, mentre dei restanti 6 anni gli riconosce soltanto 4 anni (2/3 di 6 anni). Dunque, in totale 8 anni di servizio a fronte di dieci.


Ciò comporta per il docente un notevole pregiudizio giuridico-economico ai fini dell’inquadramento negli scaglioni retributivi (cd. gradoni).


Per il personale scolastico, infatti, il sistema di progressione economica è articolato nei seguenti gradoni di anzianità: 0-8, 9-14, 15-20, 21-27, 28-34, 35.


Pertanto, con riferimento all’esempio sopra riportato, in seguito al riconoscimento del servizio sulla scorta di quanto previsto dal Legislatore, ovvero 8 anni, ne deriverebbe per il docente l’applicazione del primo gradone di anzianità (0-8), anziché del secondo (9-14), che gli spetterebbe qualora il servizio gli venisse riconosciuto per intero (ovvero per dieci anni).


A ciò si aggiunga che il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie non viene riconosciuto ai fini della ricostruzione della carriera, in quanto la suddetta normativa prende in considerazione soltanto il servizio prestato nelle sole scuole pareggiate e parificate, e ciò fino all’anno 2008, clicca qui per approfondimento sull’argomento.


Giurisprudenza


Il Tribunale di Padova ha già accolto il nostro ricorso. Alla docente è stata riconosciuta, ad ogni effetto giuridico ed economico, l’anzianità maturata in relazione ai rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi con il MIUR a decorrere dal 2001, condannando il Ministero a corrisponderle le differenze retributive dovute a tale titolo, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali sino al saldo.


Anche il Tribunale di Palermo ha accolto il nostro ricorso, condannando il MIUR a pagare oltre €. 41.000,00


Tipologia di ricorrente


Il ricorso potrà essere promosso dal personale scolastico che ha già ottenuto il decreto ministeriale di ricostruzione della carriera, e che ha prestato servizio pre-ruolo, oltre che nelle scuole statali, anche nelle scuole paritarie.


Potrà essere proposto ricorso entro dieci anni dalla data in cui è possibile proporre la domanda di ricostruzione della carriera, e più precisamente entro dieci anni dalla data della conferma in ruolo.


Il termine si riduce a cinque anni qualora si debbano percepire degli arretrati, dovuti per la tardiva presentazione della domanda.


Tipologia di ricorso


Il ricorso è individuale e va proposto dinnanzi al Giudice del Lavoro territorialmente competente


INFO


Per richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com - oppure contattaci al seguente numero 091/7462637 o compila il modulo “Entriamo in contatto” precisando nel messaggio la tipologia di ricorso per il quale si richiedono informazioni


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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia


IL RECLAMO DA PROPORRE AVVERSO LA MOBILITA’ DOCENTI 2018/2019

Come già annunciato dal nostro Studio Legale, da sempre al fianco dei docenti, dall’esame della normativa regolamentare emerge chiaramente come, anche per questa mobilità 2018/2019, i docenti saranno interessati da una procedura viziata da diverse illegittimità (clicca qui per l’approfondimento).


Il Ministero ha già iniziato ad inviare, all’indirizzo email dei docenti, la “Notifica di convalida della domanda”, nella quale allega la domanda di mobilità 2018/2019 convalidata dall’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, con l’attribuzione del punteggio riconosciuto per titoli di merito, di servizio e familiari, nonché con il riconoscimento o meno di determinate precedenze/preferenze spettanti.


Molti docenti, purtroppo, si troveranno a non vedersi riconosciuto nelle domande convalidate, il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie, né tantomeno, in sede di mobilità interprovinciale, la precedenza ai sensi dei commi 5 e 7, dell’art. 33, della Legge n. 104/92, spettante ai figli che assistono un genitore gravemente disabile.


Per tale motivo, il nostro Studio legale ha predisposto dei modelli di RECLAMO, che metteranno a disposizione dei docenti che ne faranno richiesta al nostro indirizzo email info@avvocatosaia.com,  da inviare all’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, entro il termine perentorio di 10 giorni dal ricevimento dell’email di “Notifica di convalida della domanda”.


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Articolo a cura dell’Avv. Maria Saia


MUTUO: L’ILLICEITA’ DELL’AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE

Il Tribunale di Napoli stabilisce l’illegittimità dell’ammortamento alla francese nei contratti di mutuo.


In un precedente articolo ci eravamo occupati degli interessi anatocistici nei contratti di conto corrente bancario (leggi qui)


Stavolta, ci soffermeremo su una novità giurisprudenziale in tema d’illecita capitalizzazione degli interessi attraverso il sistema c.d. di ammortamento “alla francese” nei contratti di mutuo.


Il meccanismo, applicato alla maggioranza dei mutui stipulati in Italia, implica la corresponsione di rate di entità costante in quanto composte da una quota di capitale gradualmente crescente e da una quota di interessi via via decrescente.


La giurisprudenza maggioritaria ritiene che l’ammortamento alla francese non sia di per sé illecito ai sensi degli articoli 1283 e 1284 del codice civile.


Invece, con la sentenza n. 1558 del 13 febbraio 2018 il Tribunale di Napoli ha stabilito che il meccanismo, non dichiarato in contratto, ma solo dal piano di ammortamento, realizza effetti vietati dalla legge, consentendo ai mutuatari di ottenere un risparmio di 555.000 Euro su un mutuo di 1.000.000.


Il Giudice, infatti, condividendo i rilievi della consulenza tecnica d’ufficio, ha accertato che ad ogni scadenza gli interessi maturati venivano prima addebitati al capitale e poi pagati dalla quota contenuta nella rata.


Pertanto, il procedimento di partecipazione degli interessi al computo d’interessi successivi è stato dichiarato nullo perché contrario all’articolo 1283 c.c. e alla Delibera CICR del 9 febbraio 2000.


La coraggiosa decisione si ispira all’orientamento inaugurato dal Tribunale di Bari con la sentenza n. 113 del 29 ottobre 2008, in virtù della quale è illegittimo il meccanismo di ammortamento che comporta la restituzione degli interessi al tasso composto e non a quello semplice.


Orbene, nonostante sia imprescindibile l’esame del singolo piano di ammortamento da parte di un consulente tecnico-bancario, non possiamo non sottolineare come la sentenza possa costituire un precedente favorevole per chi abbia stipulato un contratto di mutuo alle condizioni descritte.


Chi può agire in giudizio: Qualunque cittadino o persona giuridica che abbia acceso un mutuo con interessi moratori a partire dall’anno 2000. Il diritto di agire in giudizio si prescrive in dieci anni e la competenza è del Tribunale per importi superiori a € 5.000.


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VITTORIA PIENA MOBILITA’ E RICOSTRUZIONE CARRIERA – DOCENTE GAE TRASFERITO IN SICILIA

Il Tribunale di Padova, con Sentenza N. 189/2018, pubblicata il 29/03/2018, ha accolto totalmente il ricorso promosso dalla docente palermitana, precaria dalle Graduatorie ad Esaurimento (GAE), beffata dalla Legge 107/2015 e dalla mobilità 2016/2017, in quanto illegittimamente assegnata in Veneto, ingiustamente superata dai docenti provenienti dalle Graduatorie Concorsuali GM/12, peraltro con un punteggio minimo legato per lo più all’idoneità ottenuta, ed assegnati nell’ambito prescelto dalla ricorrente.


Con il ricorso è stato chiesto, oltre al trasferimento della docente nell’ambito territoriale maggiormente preferito (Sicilia 0019) per essere stata illegittimamente assegnata nell’ambito territoriale non richiesto (Veneto 0020), anche il riconoscimento del servizio pre-ruolo valutato al pari del servizio di ruolo, sia con riferimento al punteggio (6 punti per ciascun anno anziché 3 punti), sia in genere ad ogni effetto giuridico ed economico.


Ebbene, il Tribunale di Padova ha accolto le illegittimità segnalate nel ricorso, ovvero che i docenti assunti con il piano straordinario ex L. 107/2015 provenienti dalle GAE sono sullo stesso piano, in sede di mobilità, dei docenti assunti con il medesimo piano ma provenienti dalle GM.


Infatti, si legge nella sentenza “Pertanto la legge pone sullo stesso piano i docenti che hanno partecipato alle due fasi di assunzione, stabilendo che partecipino ad un’unica fase di mobilità. Ai sensi dell’art. 40, c. 1 d.lgs. 165/01 i contratti collettivi possono disciplinare la materia della mobilità nei limiti previsti dalla legge. Il fatto che la legge nel caso in esame non assegni uno spazio di disciplina all’autonomia negoziale collettiva, quanto a preferenza da assegnare agli assunti provenienti da concorso o da graduatorie ad esaurimento, comporta che il criterio preferenziale adottato sia illegittimo e la relativa clausola contrattuale deve ritenersi nulla ai sensi dell’art. 2 c. 3 bis dello stesso d.lgs.”


Ed ancora, il medesimo Tribunale ha riconosciuto il diritto della docente a vedersi riconosciuta, ad ogni effetto giuridico ed economico, l’anzianità maturata in relazione ai rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi con il MIUR a decorrere dal 10 luglio 2001, condannando il Ministero a riconoscerle i punteggi spettanti a tale titolo nelle graduatorie di mobilità e a corrisponderle le differenze retributive dovute a tale titolo, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali sino al saldo.


Orbene, con l’Ordinanza Ministeriale del 9/03/2018, n. 207, il MIUR ha avviato la mobilità per l’anno scolastico 2018/2019, determinando le modalità di applicazione delle disposizioni contenute nel precedente CCNI 2017/2018, secondo l’accordo ponte sottoscritto in data 7 marzo 2018.


Le domande di mobilità territoriale e professionale per il personale docente potranno essere presentate dal 3 aprile 2018 e fino al 26 aprile 2018.


Dall’esame della citata normativa regolamentare emerge chiaramente come anche per questa mobilità i docenti saranno interessati da una procedura viziata da diverse illegittimità, e che il nostro Studio Legale ha già denunciato in passato.


Per ulteriori approfondimenti clicca sul seguente articolo MOBILITA’ SCUOLA 2018/2019 – LE ILLEGITTIMITA’


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Per aderire o richiedere informazioni sul ricorso per la mobilità 2018/2019 scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com entro il 20/04/2018, al fine di offrirti l’assistenza necessaria per la compilazione corretta della domanda di mobilità 2018/2019 e ricevere la documentazione necessaria per contestare le illegittimità riscontrate.


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